Letture 2005
1. Donne e topi di Emiliano Gucci, Fazi.
(Fantastico romanzo d'esordio del giovane Gucci. Una settimana nella vita di un giovane trentenne disoccupato, che deve mettere ordine nel suo cuore e nella sua vita, tra un bilocale in affitto che non sa come pagare, un amico argentino play-boy e simpaticamente sborone, una donna "fantasma" che non abbandona i suoi ricordi e colloqui di lavoro tra l'esilarante e il tragico. Stile liscio, pulito, cristallino, che a tratti ricorda Baricco [anche se so che non farà piacere all'autore questo accostamento...], una carica umoristica invidiabile, da scrittore in gran vena. Si legge tutto d'un fiato, con grande sensazione di piacere. Accattatevillo! Voto: 8)
2. Vite minime di Daniele Boccardi, Stampa Alternativa.
(Raccolta postuma di racconti, poesie e aforismi del giovane Boccardi, morto suicida a 32 anni. Acclamato, secondo me esagerando un po', come il nuovo Luciano Bianciardi. Per maggiori info www.fondoboccardi.it. I racconti non mi hanno entusiasmato, troppo brevi, frammentari, e con uno stile troppo approssimativo. Meglio le poesie e gli aforismi. Voto: 5,5)
3. Tatuaggio di Manuel Vazquez Montalban, Feltrinelli.
(La storia è un giallo abbastanza classico, con molte digressioni eno-gastronomiche. Lo stile è frizzante, una lessico molto "lussureggiante". È il primo romanzo della serie di Pepe Carvalho. Tuttavia, data la fama dell'autore, mi aspettavo qualcosa di meglio. Gli manca un po' di mordente, la storia pecca di alcuni episodi inverosimili (la mala che grazia il protagonista senza un motivo, il detetive che risolve il caso affidatogli ma continua a indagare per semplice spirito d'avventura rischiando anche la vita) e poi il protagonista, Pepe Carvahlo appunto, sinceramente mi rimane anche un po' sulle palle: fa il bullo, è arrogante con le donne (e per questo forse le tromba tutte), saccente su tutto quello che riguarda la cucina e il sesso, con una filosofia minimalista-qualunquista che mi fa parecchia afa. Forse i lavori successivi sono migliori, certo l'esordio non è stato un granchè. Voto: 5)
4. Un amore di Dino Buzzati, Mondadori.
(Il libro è praticamente senza trama, o meglio, si racconta in due parole: un cinquantenne scapolo va con una prostituta ventenne, se ne innamora, e inizia ad esserne ossessionato, tanto da riempirgli ogni pensiero, ogni attimo della sua vita. Il valore del libro sta proprio nel riuscire a sviscerare la psicologia del protagonista, e i meccanismi mentali che l'innamoramento può provocare in chi ne rimane, per così dire, vittima. L'effettiva realtà delle cose perde significato, l'evidenza dei fatti non conta niente, ci si raccontano bugie, si crede a tutto quello che il nostro cuore vuole credere. Non importa che l'altra ci tratti male, ci umili, non ci ami e ci faccia ridere dietroda tutti quelli che ci conoscono. No, l'importante è che lei ci sia, anche per poco, anche a pagamento, anche per finta, ma basta che ci sia la sua presenza nella nostra vita. Tutto il resto non conta. Bravo Buzzati a riuscire in quest'impresa, che tra l'altro è abbastanza atipica nella sua produzione, anche se qualche critica gli va mossa dal punto di vista dello stile che non è certo eccelso: punteggiatura orrida, virgole usate malissimo, termini gergali e quotidiani degli anni '60 che oggi non si capiscono più (uno scrittore dovrebbe sempre tener conto della sua leggibilità, anche al di là della sua contemporaneità), passaggi repentini dalla terza, alla prima persona, passando per l'indiretto libero e il flusso di coscienza. Nel complesso gli darei un 6 e mezzo come voto.)
5. Camminavano come noi di Clifford D. Simak, Urania.
(Il mondo viene invaso da delle sfere aliene nere della grandezza di una palla da bowling che, in tutta legalità, iniziano ad acquistare tutte le proprietà della Terra per poi rivenderla al miglior offerente dello spazio. Sono degli agenti immobiliari extraterrestri che cercano un'unica ricchezza: il profumo...o il fetore. Questa l'idea portante del romanzo, Urania, fantascienza anni '60, piacevole da leggere, giusto una lettura d'evasione estiva. Manca un po' di costruzione, un po' di pathos, forse il tema doveva essere trattato meno sbrigativamente per avere il senso apocalittico che l'autore a tratti vorrebbe dare al romanzo. Voto: 5,5)
6. Mosca più balena di Valeria Parrella, Minimum Fax.
(Raccolta di racconti di una giovane scrittrice napoletana, con buone doti ma in alcune parti ancora da sgrossare. Sa scrivere belle storie sulla sua napoli e la napolanità è forte in ogni pagina: dal dialetto allo "spirito" di quella città. Sa dipingere belle immagini e cmq la lettura scorre piacevole e i racconti rimangono in testa come le scene di un telefilm, in modo naturale e leggero. Voto: 7)
7. Il dolore perfetto di Ugo Riccarelli, Mondadori.
(L'ho cominciato a leggere prima della Parrella, ma poi mi sono piantato, come a volte mi succede, nonostante il libro mi stesse piacendo. Siamo a fine anno e ancora non l'ho ripreso. L'ho finito di leggere a metà gennaio 2006 ma lo considero cmq come una lettura 2005. Molto bello, scrittura piana, scorrevole, partecipata. A tratti dà forti emozioni, coinvolge. Forse in certi momenti indugia troppo in filosofismi sul tempo, la vita ecc. ma la ricostruzione storica e l'umanità dei personaggi è molto bella. Voto: 8)