Letture 2006
1. Le stelle aspetteranno, di Keith Laumer, Urania.
(Romanzetto di fantascienza che immagina un mondo post-collasso civile avvenuto non per guerra atomica ma per involuzione dei costumi e sopraggiunta anarchia che hanno riportato l'umanità ad uno stato barbarico. Verrà salvata da una missione spaziale ibernata per novanta anni e poi tornata in vita. Lo stile, e il gergo, è quello classico del film smargiasso americano, con metafore da locale malfamato e sintassi non da romanziere. Ma tutto sommato si lascia leggere. Su tutto domina l'evidente ideologia di destra e conservatrice dell'autore, che pone l'ordine, la disciplina, la legge come baluardi della civiltà, e in cui ovviamente le forze armate statunitensi con i loro "ideali" sono i salvatori del mondo. Come a voler dire: la troppa libertà, l'anarchia ecco a cosa ci porterebbe. Voto: 5)
2. Diario di un killer sentimentale, di Luis Sepùlveda, Guanda.
(Piccolo gioiellino noir, un racconto lungo (chiamarlo romanzo è troppo, nonostante quello che dice la copertina) in cui lo scrittore cileno amalgama in modo godibilissimo suspence, colpi di scena, ironia, massime da manuale e uno stile che tiene incollati alla pagina. La narrazione al passato in prima persona è quella tipica di certi film o telefilm in cui il protagonista, con la voce fuoricampo, ripercorre le sue vicende, con il tuono da gradasso, da cinico, tipico del gangster che però non riesce ad essere antipatico. Davvero ben fatto. Voto: 7)
3. Il sentiero dei nidi di ragno, di Italo Calvino, Mondadori.
(Poeticissimo romanzo opera prima di Calvino, in cui si tenta di analizzare la guerra partigiana dalla prospettiva di un bambino e si fa invece un'acuta indagine psicologica e sociale sull'infanzia e i rapporti fra bimbi e "grandi". Pin infatti è un bambino orfano che vorrebbe vivere come i grandi, con i grandi, e per questo impara canzone sconce, spia la sorella prostituta mentre è con i clienti, passa le giornate all'osteria. Ma questo non lo fa sentire integrato, e amato dai grandi, da cui si sente sempre diviso, li sente come ostili, personaggi che pensano solo alle donne e alle armi, di cui non ci si può fidare. I bambini d'altronde lo rifiutano proprio per questa sua promiscuità con i grandi, e alla fine Pin si ritrova irrimediabilmente solo. Proprio per questo non riesce a trovare un amico vero a cui svelare il suo segreto più grande, il sentiero in cui fanno i nidi i ragni, posto magico che solo lui conosce e in cui nasconde il suo trofeo, di cui va orgoglioso: una P38 rubata ad un tedesco. Alla fine però troverà qualcuno di speciale, un uomo burbero, misogino, taciturno e solitario, ma con grandi mani calde, "come di pane" che gli darà quell'affetto e gli ispirerà quella fiducia tanto agognata. Voto: 7)
4. Povera gente, di Fedor Dostoevsky, Bompiani.
(Pallosissima opera prima del grande romanziere russo, romanzo epistolare dai toni ultra-melensi, strabordante di vezzeggiativi che a noi appaiono ridicoli, ma forse nei rapporti interpersonali di metà ottocento in russia erano normali. Il libro cerca di fare un ritratto crudo della vita della piccola borghesia nella Pietroburgo di metà ottocento, sulla scia del realismo dickensiano, ma il tono del rapporto epistolare fra una giovane orfana e un suo maturo parente-tutore è intessuto di un romanticismo eccessivo che alla fine soverchia l'analisi storico-sociale. La trama è quasi inconsistente e il libro è un protrarsi di menate e riflessioni varie. Una faticaccia arrivare in fondo. Voto: 5)
5. Sto da cani, di Emiliano gucci, Fazi.
(Bello anche se meno del primo, meno organico, meritava più sviluppo narrativo. Cmq bella scrittura, belle analisi personali e sociali. dopo averlo letto posso confermare quanto di buono si era visto col primo romanzo, con la variante che adesso si ampliano gli orizzonti, arrivano i temi "grandi" (morte, figli, separazioni, malavita), si intrecciano più vite in un'unica storia... insomma una buona e piacevole letture a cui forse manca solo un po' di respiro. Si arriva in fondo e si sente la necessità di leggere almeno altre 100 pagine. Non che la narrazione sia incompiuta o lasciata in sospeso, ma si vorrebbe approfondire un po' di più la vita dei vari personaggi. Voto: 7)
6. Dell'amore e di altri demoni, di Gabriel Garcia Marquez, Mondadori.
(La scrittura di Marquez è carne viva, è un essere vivente che si snoda e parla davanti ai tuoi occhi, è lussureggiante ma non barocca, è incantatrice. Siamo nell'America latina del '700, dominata dagli spagnoli, e dall'oscurantismo del Santo Uffizio. C'è un vecchio marchese, passivo e disilluso, con una figlia dodicenne che viene creduta indemoniata e c'è un chierico a cui viene affidato il compito di esorcizzare la ragazza. Ma lui si innamorerà di lei, il demonio (come accadeva spesso) verrà inoculato nella ragazzina proprio dai suoi inquisitori e il finale non potrà che essere tragico per tutti. Splendido affresco storico, bei personagggi ognuno con la propria esistenza ben descritta e "raccontata", ottimo vademecum contro pregiudizi e ignoranza che dominano la società di tutte le epoche. Marquez è un grande. Voto: 7,5)
7. Margherita dolcevita, di Stefano Benni, Feltrinelli.
(L'inventiva linguistica è quella del solito Benni, geniale e acuto, però questo ultimo suo lavoro mi ha deluso un po'. Sarà la tematica adolescenziale, che proprio non la sopporto più, sarà che dopo Saltatempo e Achille piè veloce mi ero abituato male... però non mi ha soddisfatto in pieno... voto: 5,5)
8. Un gioco da ragazze, di Andrea Cotti, Mondadori.
(Noir ben strutturato nella trama, molto essenziale e preciso nel delineare i personaggi e loro personalità. Inquietante quanto basta. Piacevole. Voto: 6,5)
9. Quo vadis, baby?, di Grazia Verasani, Mondadori.
10. Francesco vola, di Andrea Cotti, EL
11. Non so dove ho sbagliato, di Laura Del Lama, Maccheneso Editrice.
12. Tracce del tuo passaggio, di Grazia Verasani, Fernandel.
(Alla presentazione di un libro di Grazia, ho saputo da lei che questa raccolta di racconti ha venduto solo 300 copie... incredibile, e che peccato! Perchè, se alcuni racconti fanno ancora fatica a sbocciare e risentono della loro brevità, altri sono dei piccoli gioiellini che racchiudono in poche pagine emozioni forti e immagini nitide di vita quotidiana nonchè illuminanti diapositive sulla "topografia dei sentimenti". I racconti si lasciano leggere con estremo piacere grazie allo stile pulito, diretto, ma sempre "educato" con cui sono scritti. Quasi degli Haiku in prosa. Voto: 7)
13. Piccolo manuale di teologia, di Giordano Frosini, Edizioni La Vita.
14. Haiku, autori vari, Bur
15. Firenze nera, di Marco Vichi e Emiliano Gucci, Aliberti editore.
16. Il brigante, di Marco Vichi, Guanda.
17. Le nonne, di Doris Lessing, Feltrinelli.
18. Abbaiare stanca, di Daniel Pennac, Salani
19. L'occhio del lupo, di Daniel Pennac, Salani
20. Poesie (raccolta), di Emily Dickinson, Newton&Compton
21. Pioggia nera, di Georges Simenon, Adelphi
22. Il dito e la luna, di Alejandro Jodorwsky, mondadori