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ADP - Che cos'è una città di sinistra |
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Ricevo ed inoltro il documento che segue,
proponendo/CI un incontro per svolgere una simile la riflessione
sulle nostre realtà urbane, a partire dall'assunto di APD, che
personalmente condivido.
A TVL propongo invece un confronto fra
i candidati a sindaco di Montecatini e Abetone (attualmente amministrati
dalla Destra) sui loro programmi, sempre a focalizzato sulle linee
di fondo che ispirano i loro programmi.
Rosalba
Carissimi, è tempo di riflessioni. Qui di seguito una riflessione su Firenze.
I soci fondatori dell'Area Popolare e Democratica della Toscana
Che cos’è una città di sinistra. I partiti hanno presentato, ci pare, ventisei liste per governare Firenze. Per fortuna, i candidati sindaco sono un numero più limitato. Queste liste hanno ciascuna un programma: questi sono un po’ più o un po’ meno solidali, fanno a volte parte di cordate nazionali e, per questo, e non per altro, si fanno chiamare di destra o di sinistra. Nell'insieme vogliono amministrare bene, facendo cose buone per la cittadinanza, ma non sono, a rigore, né di destra né di sinistra, neppure quelle ispirate ad Alessandra Mussolini, né quella guidata da Ornella De Zordo. Noi vorremmo capire, una volta per tutti, che cosa vuol dire essere un città di sinistra e, per fare questo, cercheremo di capire cosa vuol dire essere, oggi, uomini o donne di sinistra.
Questo è l’essenziale. Ecco, essere amministratori di sinistra significa, sempre, avvicinarsi fin che si può a queste linee di fondo, e alle altre qui non dette, agire mossi dalla volontà di aiutare i processi necessari a Firenze, in Italia, nel mondo, soprattutto non fare nulla che vada in senso contrario. Così,
siccome noi auspichiamo, comunque sia, con tutti i suoi limiti, la
vittoria di Domenici, proviamo a sfogliare rapidamente, essenzialmente
l’opuscolo che egli ha offerto alla popolazione per illustrare la sua
azione. Non ci pare corretta l’impostazione trionfalistica della prefazione, che mira a celebrare una Firenze “solita” bene amministrata: non ci pare realizzata la città dei bambini, per la mancanza di nidi e asili, ancora insufficienti; la Firenze dei giovani ci pare un sogno irrealizzato, in una città dove la droga è praticamente libera, dove non ci sono veri e propri centri di attrazione, dove nulla è stato davvero fatto per le donne, dove il numero degli anziani assistiti è ancora scarso, dove nulla è stato davvero fatto per la parità dei disabili (basti pensare ai gradini da salire in molti autobus, inadatti anche alle persone anziane). Poco è stato davvero fatto per gli immigrati, abbandonati alle durezze del mercato; la società della salute si scontra con la realtà delle aziende sanitarie, in cui l’attività del Comune è inesistente; un miliardo ( crediamo di lire ) per il volontariato, ma il volontariato non dovrebbe essere collaterale a dipendenti regolarmente pagati? Un altro sogno ci sembra la città attenta ai carcerati, la nuova politica per la casa, per cui sono stati dati 40 appartamenti a giovani coppie, le periferie che divengono città, le aree produttive abbandonate, che tornano alla città, le piazze più belle, la città più verde, amica degli animali ( ma dove?), il fiume per la città, la chiusura al traffico delle Cascine, l’Argingrosso che diventa la spiaggia di Firenze. Il
traffico continua a pesare in modo gravissimo sulla città, con un
inquinamento fortissimo che fa davvero male alla salute, praticamente
senza parcheggi nelle zone essenziali. Nell'opuscolo ci sono, poi, cose
strane, come quella che riguarda il vigile di quartiere, che sarebbe un
punto di riferimento per tutti, mentre i vigili, al di là del centro,
sono invisibili e non vengono neppure se chiamati per incidenti,
come "la città più pulita" mentre le strade sono un cimitero
di cartacce e sigarette e lattine. "La città per la cultura"
apre un problema su cui vale pena riflettere: ma sarà proprio giusto
spendere soldi per le manifestazioni culturali, rivolte senz’altro a
pochi, spesso ad esigue minoranze, dimenticando disabili, poveri, anziani,
immigrati, bambini? E’ proprio giusto dare una larga sovvenzione al
Teatro Comunale, e sognarne addirittura un altro, più grande? E'giusto
pagare tanti soldi al Gabinetto Viesseux, iniziative offerte a pochi,
mentre tanti sono fuori dalle questioni più semplici della cultura? E non
sarebbe bene, detto di passata, mettere finalmente la tassa di scopo sui
turisti: un euro al giorno, che male fa? La
città, aggiunge il Sindaco, guarda al futuro. Lasciamola guardare , ma
intanto i cittadini soffrono oggi. I mercatini sono strutture per la
povera gente, l’artigianato desta in noi un sorriso di mestizia, la
formazione per gli adulti lascia a desiderare, il diritto al lavoro è
cosa che naturalmente sfugge al Comune, il servizio Ataf è in balìa
degli autisti, manca quasi del tutto la sera, è spesso lento e
insufficiente, il turista, che sta un giorno e spende poco è la massa,
mentere i turisti di lusso sono pochi e non trovano, nessuno, i
gabinetti. Dunque
sogni, o attività per pochi, o attività per il futuro. Comunque, sempre,
attività amministrative, che potrebbe svolgere e o migliorare
chiunque. Quello che manca, quello che proprio non c’è, è la grande
visione politica, è la grande visione della grande politica che è fatta
di cose diverse, diversamente orientate. Noi speriamo che qualcuno, nella
sinistra cittadina, ci pensi un momento per vedere se noi, come sappiamo,
abbiamo ragione. L’Area Popolare e Democratica della Toscana
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