Alziamoci in piedi ed uniamoci  - Incontro il 4 febbraio a Roma

    

Alziamoci in piedi e uniamoci

 per dare vita a nuove forme di partecipazione alla politica.

 

Non arrestiamo il rinnovamento

preserviamo lo spirito delle primarie

sosteniamo l’azione promossa da Romano Prodi

 

Incontriamoci il 4 febbraio a Roma, Piazza Margana,41.

 

I movimenti, reti, associazioni che si sono ritrovati, riconosciuti parte di un comune percorso grazie all’occasione offerta dalla preparazione e realizzazione delle Primarie 2005, invitano tutti coloro che dentro e fuori dai partiti del centro sinistra, nelle molteplici forme del ripopolamento degli spazi della nostra democrazia intendono proseguire il percorso intrapreso ed unirsi per fare un cammino comune.

Facciamo del 4 febbraio una occasione di ascolto reciproco, di riconoscimento dei fondamenti comuni, per non disperdere ed anzi far crescere questo patrimonio. Arriviamo a Roma con proposte per giungere alla costituzione di una forma federativa e strutturata di coordinamento, che metta in rete questa spinta vitale in molteplici contesti locali. Un secondo 16 ottobre che con forza chieda rispetto e riconoscimento dai tradizionali attori della politica!

In questi mesi ci siamo conosciuti: siamo gente pacata, pensante, non massimalista, ma attenta al degrado del nostro Paese. Ci sentiamo oggi chiamati in modo particolare a scegliere se essere travolti dalla storia, o se farci costruttori di storia e per questo vogliamo contribuire a rinnovare i luoghi e i metodi della politica. Siamo convinti che questo percorso ha bisogno di nuova linfa, che può essere costituita dai tanti movimenti radicati da tempo nelle città e nel territorio e dai tanti comitati creatisi nell’arco delle primarie dell’Unione.

Perché questo potenziale diventi realtà, ci è chiesto di trovare forme strutturate di ‘federazione’, aperte e orientate al riconoscimento delle diversità di stili, di contenuti e di storia; forme che rappresentino non una perdita delle singole identità dei movimenti, ma il riconoscimento, il rispetto, la messa a valore di esse, per formare un’intelligenza collettiva, un soggetto plurale che riunisca molteplicità di competenze, passioni ed esperienze.

Il nostro progetto é la creazione di una forza che unisca tutti coloro che ricercano la convergenza di crescita economica, sviluppo civile e coesione sociale. Se avremo la capacità di unirci, riconoscendo il patrimonio comune e portando rispetto alle diversità di ciascuno; se sapremo valorizzare le competenze disponibili, condividerle e svilupparne di nuove; in breve, se sapremo sviluppare intelligenza collettiva, oltre che individuale, allora sapremo influenzare i percorsi in atto ed affermare nuove prospettive.

Questa lettera è rivolta a tutti coloro che si propongono di creare le condizioni per una politica autenticamente democratica e che, oltre alla dimensione del voto per la formazione del nuovo Parlamento (evento che, nell’attuale circostanza, acquista uno straordinario e particolare rilievo), intendono individuare e praticare in modo duraturo nuove forme di partecipazione. Per questo proponiamo la costituzione di un “Forum Permanente Nazionale per la Democrazia Partecipativa”, che riunisca rappresentanze di tutte le espressioni oggi vitali nei diversi contesti territoriali del nostro Paese, e di “Forum Permanenti Territoriali per la Democrazia Partecipativa”, che riuniscano tutti gli attori interessati ai problemi di un territorio e alla loro soluzione.

Il 16 ottobre, 4 milioni e 311.000 persone si sono alzate in piedi: non pochi tra loro erano e sono lontane dalla militanza in partiti. In Italia le primarie, volute caparbiamente da Romano Prodi, che si è assunto in prima persona il rischio di promuoverle, hanno permesso di far scoprire l’esistenza di un soggetto ‘plurale’ ricco di molteplici identità e competenze, ma solidamente unito su quei fondamenti che connotano una civiltà democratica. Nessuno potrà negare che questa voce, inascoltata da anni, oggi chiede attenzione, riconoscimento, rispetto.

La raccolta delle firme per la candidatura di Romano Prodi alla Presidenza del Consiglio e poi la mobilitazione per le primarie del 16 ottobre hanno permesso a questo soggetto di incontrarsi, di confrontare convinzioni, speranze e progettualità. Abbiamo moltiplicato le occasioni di incontro, stiamo sperimentando forme di rinnovamento del rapporto tra elettori ed eletti, stiamo cercando di riqualificare il concetto di delega e di rappresentanza, chiedendo ai nostri eletti un rapporto stabile di confronto sull’esercizio della delega ricevuta. Faremo come i cittadini ateniesi che, quando si verificavano circostanze che potevano mettere a rischio e decretare la morte del bene comune, si recavano nell’agorà in prima persona e discutevano delle questioni più alte, impegnandosi poi a mettere in pratica quanto era stato deciso. Sta già accadendo in numerose città italiane.

Questa opera paziente di rinnovamento politico, che si è manifestata con maggiore evidenza in Italia, grazie al progetto dell’Ulivo, ma è presente in tutta l’Europa, ha bisogno di identità specifiche, radicate in territori e comunità, ma dentro solide prospettive che abbraccino orizzonti vasti, globali. Siamo convinti che solo in questo modo può rinascere la vita democratica del nostro Paese.

Abbiamo la giusta considerazione per chi nei partiti ha lavorato con passione e convinzione, e non sempre in prima fila, ma siamo e saremo severi con chi ne ha fatto il proprio personale progetto di affermazione e con chi rifiuta la rottura di rigidità ideologiche e fenomeni oligarchici.

Siamo convinti che in questa particolare fase costituente della nostra democrazia occorrano forme strutturate di democrazia partecipativa e al contempo forme di rinnovamento delle rappresentanze in tutte le sedi che la nostra costituzione prevede, a livello nazionale e locale. In queste circostanze occorrono movimenti che agiscano da 'lieviti', che lavorino in profondità, attraverso la creazione di 'comunità innovative’. In parole semplici, movimenti che incidano sulla cultura, sul sentire diffuso, sul modo di stare insieme: non bastano più convegni e tavoli di negoziazione, pur se assolutamente necessari. L’azione politica di rinnovamento promossa da Romano Prodi non avrebbe successo, se non si riconoscessero come preziose queste nuove forme di esercizio della democrazia.

Siamo convinti che le leadership che avranno un ruolo nel disegnare il futuro del nostro paese e dell’Europa saranno quelle capaci di ‘vedere’, di capire e assecondare quanto la realtà già in tanti modi sta 'esigendo'.

I fatti recenti, la difficile azione di frontiera che Romano Prodi sta conducendo, la resistenza dei partiti, ci convincono che la politica stia sottovalutando la portata dell'evoluzione in atto nella cultura e nei sentimenti di larghe fasce della nostra comunità.

Ti attendiamo, registrati immediatamente, utilizzando la scheda di iscrizione allegata! Partecipa da subito utilizzando il blog appositamente aperto!

Lilia Infelise per il comitato organizzatore

Membri del comitato organizzatore

Gian Paolo Barbieri - Ferrara

Valeria Buccisano – Locri

Francesco Dellisanti – Bologna

Valentino Durante – Pistoia

Giovanni Fiorentini – Ancona

Franco Guglielmelli  - Siderno

 

Maria Grazia Negrini - Bologna

Lilia Infelise – Cosenza

Luisa Lazzaroni - Bologna

Francesco Marcrì – Gioiosa Ionica

Riccardo Pradella- Bologna

Renzo Provedel – Genova