Le elezioni americane e Bin Laden

 Cari amici,
>
> le elezioni americane sono finite come era chiaro che finissero fin
> dall'intervento di Bin Laden.
>
> Se infatti Bin Laden è quella mente finissima che dicono, avrà certo
> valutato che minacciare gli americani se avessero votato Bush, sarebbe
> stato un potente sostegno elettorale per Bush; né vale il paragone con le
> elezioni spagnole dello scorso marzo: infatti chiunque ragioni a mente
> fredda concluderà che le elezioni le perse Aznar, tutto da solo,
> attribuendo gli attentati all'ETA e, contrariamente al suo miope
> intendimento, facendo quindi scattare un riflesso patriottico negli
> spagnoli.
>
> Ad al-qaeda infatti conviene un nemico militare contro cui mobilitare il
> fanatismo degli adepti e coalizzare il mondo musulmano in genere, mentre
> maggiori difficoltà deriverebbero da un avversario che lo affrontasse sul
> sistema dei valori e che cercasse di conquistare le menti ed i cuori
> (oltre naturalmente al lavoro di intelligence per individuare le cellule
> terroriste, fronte che sembra che Bush abbia affontato solo parzialmente,
> preferendo la guerra all'Iraq all'uso del cervello).
>
> La lotta contro al-qaeda è una lotta sui valori e qualsiasi cedimento sui
> nostri valori, che sono quelli della dichiarazione di indipendenza degli
> Stati Uniti, (lo dico dal settembre 2001 e ve l'ho scritto molte volte)
> equivale a dire che hanno ragione loro (vale per Guantanamo, Abu-Graib,
> alcune clausole del patriot act etc.); lo stesso si dica dell'aver paura
> ed anche su questo Bush ha dimostrato di fare il contrario di quello che
> un vero leader avrebbe dovuto, in quanto ha fomentato la paura nel suo
> popolo.
>
> Quindi, piuttosto che perdersi nelle analisi di ciò che è successo, è
> meglio interrogarsi sul significato futuro di queste elezioni.
>
> Certo la differenza per la guerra in Iraq, su cui molti ragionano, non
> sarà molta: un grande paese, come gli Stati Uniti, non fa certo svolte
> brusche nella propria politica estera; ci sarà quindi una marcata
> continuità col rovinoso corso degli eventi degli ultimi 18 mesi, invece
> della cauta revisione che verosimilmente avrebbe fatto Kerry..
>
> Dove invece le conseguenze negative si faranno sentire molto forte è sul
> campo dei valori della Costituzione Americana: è ora al potere negli Stati
> Uniti un gruppo di potere formato da fanatici fondamentalisti, che hanno
> smarrito uno dei valori primari della loro costituzione, la separazione
> fra Stato e Chiesa, sancita dal primo emendamento.
>
> Altre volte credo di avervi citato un fondamentale discorso del Senatore
> Goldwater, campione della destra americana: "....but another force could
> succeed in dividing our country. the specter of single issue religious
> groups is growing over our land"; Goldwater era un profeta, mai come ora
> (almeno dal 1865) gli Stati Uniti sono divisi, e, dopo un lungo
> ragionamento terminava: ...."we have succeeded for 205 years (parlava nel
> 1981) in keeping the affairs of state separate from the uncompromising
> idealism of religious groups and we mustn't stop now. To retreat from that
> separation would violate the principles of conservatism and the values
> upon which the framers built this democratic republic". Goldwater
> giustamente vedeva il pericolo di cedere sui valori della Costituzione
> Americana, che sono anche il motivo per cui gli USA hanno avuto per
> decenni la guida morale, prima ancora che politica e militare, del mondo.
>
> Purtroppo con queste elezioni il pericolo del fanatismo religioso, contro
> il quale ammoniva Goldwater, è ora più grande, aggravato da un fatto che
> sembra sfuggito alla maggior parte dei commentatori: la composizione della
> Corte Suprema.
>
> La Corte Suprema è il cardine del sistema politico americano (le
> competenze sono più o meno quelle della nostra Corte Costituzionale e
> Corte di Cassazione assieme), è composta da 9 giudici, nominati a vita dal
> presidente, ma con l'approvazione del Senato; i 9 giudici sono tutti
> piuttosto vecchi (ed il presidente Rundqvist molto malato), quindi per
> morti o dimissioni è verosimile che sia prossimo un certo numero di nuove
> nomine; Bush controlla il Senato almeno per i prossimi due anni e potrebbe
> formare una maggioranza di giudici relativamente giovani in grado di
> influenzare la vita degli USA per decenni (è già successo).
>
> È quindi verosimile che il fanatismo religioso si possa rafforzare nel
> cuore del sistema politico americano con le ovvie conseguenze negative per
> il mondo.
>
> Un caro saluto.
>
> Piero Stagno