|
alziamoci in piedi per dare vita a nuove forme di
partecipazione alla politica, per preservare e alimentare lo
spirito delle primarie autoconvocazione di movimenti e comitati di territori e regioni
italiane Sono invitati tutti coloro che, nelle molteplici forme del
ripopolamento degli spazi della
nostra democrazia, intendono testimoniare il patrimonio di ideali e le prospettive sul futuro che uniscono il centro sinistra e che motivano alla scelta di questo schieramento il prossimo 9 aprile 4 Febbraio
2006 – Roma, Piazza Margana, 41 Le ragioni
dell’incontro Con
Hannah Arendt noi intendiamo la politica come l'attività che preserva,
cura e garantisce lo spazio necessario all'esercizio concreto della
cittadinanza; ovvero la politica come luogo delle relazione tra pari,
che a turno si parlano e ascoltano, avendo a cuore il bene comune e la
ricerca delle vie percorribili per perseguirlo. Intendiamo la politica
come azione condivisa dalla pluralità dei cittadini, non ‘arte
sofisticata’ di regolazione del potere, così come alcuni “vecchi
maestri” si ostinano a definirla e praticarla, sostenendo una
concezione preclusiva di ogni forma autentica di partecipazione. “Se qualcuno ha
coscienza in Italia si alzi in piedi” scriveva Ralph Dahrendorf sul
Corriere della Sera, agli inizi di quel fenomeno di attacco al muro
opposto dalle oligarchie politiche, che fu chiamato Tangentopoli. Sono trascorsi quasi 15 anni e molti elementi nuovi sono diventati
storia, in un vorticoso sviluppo degli eventi. Il 16 ottobre,
quattro milioni e 311 mila persone si sono alzate in piedi: non poche
tra loro erano e sono lontane dalla militanza in partiti e spesso
neppure iscritte. Nessuno potrà negare che questa voce, inascoltata da
anni, oggi chiede attenzione. Il
16 ottobre ha, ‘dietro le quinte’, un patrimonio di esperienze e
relazioni (quello che nel linguaggio dell’economia è definito
‘Capitale relazionale’) rappresentato dalle molteplici forme di
partecipazione alla politica, in atto soprattutto nel centro nord, ma
anche in non pochi difficili contesti del Mezzogiorno. Si tratta di una
ricca varietà di esperienze nel governo delle città, delle comunità
territoriali, che ha visto l'incontro e la collaborazione tra chi, per
la prima volta, ha scelto un diretto impegno politico, a partire dal
mondo del lavoro e del volontariato e chi, militando da anni in partiti
del centro-sinistra, ha superato le ristrette logiche di appartenenza.
Grazie alle Primarie, impegni decennali si sono fusi in un quotidiano e
appassionante rapporto con nuovi soggetti, la cui coscienza civile ha
imposto l'abbandono di neutralismi motivati da intense attività
professionali. Da questo, nel breve volgere di alcuni mesi, sono nate
esperienze non finalizzate alla semplice mobilitazione, a favorire il
successo di uno schieramento, quello di centro sinistra, bensì
indirizzate a contribuire al rinnovamento profondo del governo dei
territori, secondo modelli di democrazia partecipativa, di unità e di
rigenerazione del rapporto tra eletti ed elettori. Emerge oggi, entro
questa comunità che, lo ripetiamo, unisce il patrimonio di esperienze
dei partiti a quello, altrettanto prezioso, presente in chi dai partiti
ha ritenuto di restar fuori, una forte volontà di praticare modelli
democratici di costruzione del giudizio comune, di elaborare e
condividere progettualità. Queste esperienze stanno facendo riscoprire
al paese la ricchezza dell'unità, a partire dalle specificità
territoriali. Perché
un incontro nazionale?
Programma
|