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Comitato per il NO al Referendum sulla Costituzione |
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Ricevo ed inoltro, convinta che non ci
saranno perplessità ad aderire come associazione fin da ora.
Rosalba
Sull'esempio
di molte altre città (Firenze per prima) stiamo creando anche a Pistoia DIFENDIAMO
LA COSTITUZIONE La
cosiddetta “Casa delle libertà”, tradendo platealmente perfino i
principi delle democrazie liberali a cui dice di ispirarsi, ha ormai
lanciato l’assalto finale al sistema delle garanzie democratiche
scaturito dalla Resistenza. Il progetto della destra non è solo
un’altra, pur discutibile, forma di democrazia rappresentativa, ma
mira a una forma di governo e di Stato che mina alla base i principi
fondamentali di ogni democrazia: quello della separazione dei poteri e
quello di uguaglianza di tutti i cittadini. –
Vengono indeboliti i supremi organi di garanzia: il presidente della
Repubblica perde le prerogative che ne fanno il garante imparziale
dell’equilibrio tra i poteri costituzionali; la Corte Costituzionale,
giudice supremo dei conflitti fra poteri dello Stato e della
costituzionalità delle leggi, viene resa piú facilmente soggetta al
controllo della maggioranza di governo tramite un aumento dei membri di
nomina parlamentare – mentre con la riforma dell’ordinamento
giudiziario si mette in discussione l’indipendenza della magistratura. –
Viene enormemente rafforzata, invece, la figura del premier, alla
cui elezione diretta è connessa l’elezione della Camera dei deputati,
che diverrebbe il principale organo legislativo, accanto a un Senato
federale con funzioni legislative limitate. Al premier viene dato
in particolare il potere sostanziale di scioglimento della Camera: un
potere di ricatto che neanche il presidenzialismo Usa assegna al
presidente, e che potrà essere usato tanto contro una Camera
“ribelle”, quanto per pretestuosi scioglimenti anticipati in periodi
giudicati elettoralmente favorevoli. Per contro, il potere della Camera
di costringere il premier alle dimissioni viene limitato:
l’approvazione di una mozione di sfiducia ne comporterebbe, infatti,
il contestuale scioglimento. –
L’attribuzione alle Regioni della potestà legislativa nel campo
dell’assistenza sanitaria e dell’organizzazione scolastica pone le
basi per violazioni del principio di eguaglianza dei cittadini, a cui
non è piú garantita la parità di trattamento. È
un progetto che non riguarda solo l’ordinamento dello Stato – la
seconda parte della Costituzione, come dichiara –, ma che si riflette
sull’esercizio dei diritti affermati nella prima parte della
Costituzione, e già violati da questa maggioranza di governo (diritto
al lavoro, libertà di insegnamento e diritto all’istruzione
scolastica, ripudio della guerra, libertà di informazione, ecc.). Se
venisse attuato, avremmo un sistema autoritario che della democrazia
conserverebbe solo l’apparenza. Di
fronte a questo attacco alla democrazia, è necessario opporsi con una
larga unità, e con la necessaria coerenza: le riforme costituzionali
devono essere condivise, ma devono soprattutto essere rivolte a
rafforzare il sistema delle garanzie e gli spazi di democrazia, ossia a
mettere in pratica quell’attuazione della Costituzione tanto a lungo e
su tanti versanti disattesa; né questa maggioranza,
caratterizzata dalla sua politica eversiva, può essere riconosciuta
come interlocutrice valida. L’opposizione
– istituzionale e sociale – deve impegnarsi, a tutti i livelli per
delegittimare questa maggioranza e per tutelare la Costituzione, la cui
difesa rappresenta per la
democrazia del nostro paese un momento fondamentale. Non si tratta di
formulare alternative altrettanto pericolose, come la proposta di
un’assemblea costituente; occorre, invece, rilanciare una cultura che
riaffermi i valori di fondo della Costituzione e la necessità della
loro applicazione, e prepararsi a un referendum che batta la
controriforma della destra. Con questo spirito bisogna impegnarsi da
subito per un’ampia mobilitazione, il piú possibile unitaria, e
mettere in atto tutte le necessarie iniziative. A
TUTTI I DEMOCRATICI: OPPONIAMOCI UNITI AL PROGETTO DELLA DESTRA E
COSTITUIAMO ANCHE A PISTOIA IL
COMITATO
IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE E
PER IL NO IN OCCASIONE DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE che
farà parte del nascente coordinamento nazionale.
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