Comitato per il NO al Referendum sulla Costituzione

Ricevo ed inoltro, convinta che non ci saranno perplessità  ad aderire come associazione fin da ora.
Rosalba
 

 

Sull'esempio di molte altre città (Firenze per prima) stiamo creando anche a Pistoia
un Comitato di difesa della Costituzione (cioè perchè al referendum confermativo vinca il NO).
Il progetto prevede che in ogni realtà locale si formi un unico comitato unitario, aperto a tutti e finalizzato a informare i cittadini, a diffondere la cultura costituzionale e a attivare tutte le forze per non arrivare al referendum impreparati di fronte al monopolio mediatico berlusconiano.
I comitati locali saranno coordinati da un comitato nazionale di cui faranno parte ASTRID, Libertà e Giustizia e Comitati Dossetti, con la presidenza di Oscar Luigi Scalfaro.
Per formalizzare la nascita del comitato Pistoiese stiamo organizzando  un incontro il giorno 19, probabilmente presso la CDP di Spazzavento.
Ti allego l'appello che renderemo pubblico in questi giorni (è lo stesso di Firenze, piuttosto generico perchè tutti lo possano accettare); fammi sapere per e-mail se sei interessata a comparire fra i promotori e firmatari dell'appello.
SAluti

 

DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE

 

La cosiddetta “Casa delle libertà”, tradendo platealmente perfino i principi delle democrazie liberali a cui dice di ispirarsi, ha ormai lanciato l’assalto finale al sistema delle garanzie democratiche scaturito dalla Resistenza. Il progetto della destra non è solo un’altra, pur discutibile, forma di democrazia rappresentativa, ma mira a una forma di governo e di Stato che mina alla base i principi fondamentali di ogni democrazia: quello della separazione dei poteri e quello di uguaglianza di tutti i cittadini.

– Vengono indeboliti i supremi organi di garanzia: il presidente della Repubblica perde le prerogative che ne fanno il garante imparziale dell’equilibrio tra i poteri costituzionali; la Corte Costituzionale, giudice supremo dei conflitti fra poteri dello Stato e della costituzionalità delle leggi, viene resa piú facilmente soggetta al controllo della maggioranza di governo tramite un aumento dei membri di nomina parlamentare – mentre con la riforma dell’ordinamento giudiziario si mette in discussione l’indipendenza della magistratura.

– Viene enormemente rafforzata, invece, la figura del premier, alla cui elezione diretta è connessa l’elezione della Camera dei deputati, che diverrebbe il principale organo legislativo, accanto a un Senato federale con funzioni legislative limitate. Al premier viene dato in particolare il potere sostanziale di scioglimento della Camera: un potere di ricatto che neanche il presidenzialismo Usa assegna al presidente, e che potrà essere usato tanto contro una Camera “ribelle”, quanto per pretestuosi scioglimenti anticipati in periodi giudicati elettoralmente favorevoli. Per contro, il potere della Camera di costringere il premier alle dimissioni viene limitato: l’approvazione di una mozione di sfiducia ne comporterebbe, infatti, il contestuale scioglimento.

– L’attribuzione alle Regioni della potestà legislativa nel campo dell’assistenza sanitaria e dell’organizzazione scolastica pone le basi per violazioni del principio di eguaglianza dei cittadini, a cui non è piú garantita la parità di trattamento.

È un progetto che non riguarda solo l’ordinamento dello Stato – la seconda parte della Costituzione, come dichiara –, ma che si riflette sull’esercizio dei diritti affermati nella prima parte della Costituzione, e già violati da questa maggioranza di governo (diritto al lavoro, libertà di insegnamento e diritto all’istruzione scolastica, ripudio della guerra, libertà di informazione, ecc.). Se venisse attuato, avremmo un sistema autoritario che della democrazia conserverebbe solo l’apparenza.

Di fronte a questo attacco alla democrazia, è necessario opporsi con una larga unità, e con la necessaria coerenza: le riforme costituzionali devono essere condivise, ma devono soprattutto essere rivolte a rafforzare il sistema delle garanzie e gli spazi di democrazia, ossia a mettere in pratica quell’attuazione della Costituzione tanto a lungo e su tanti versanti disattesa; né questa maggioranza, caratterizzata dalla sua politica eversiva, può essere riconosciuta come interlocutrice valida.

L’opposizione – istituzionale e sociale – deve impegnarsi, a tutti i livelli per delegittimare questa maggioranza e per tutelare la Costituzione, la cui difesa  rappresenta per la democrazia del nostro paese un momento fondamentale. Non si tratta di formulare alternative altrettanto pericolose, come la proposta di un’assemblea costituente; occorre, invece, rilanciare una cultura che riaffermi i valori di fondo della Costituzione e la necessità della loro applicazione, e prepararsi a un referendum che batta la controriforma della destra. Con questo spirito bisogna impegnarsi da subito per un’ampia mobilitazione, il piú possibile unitaria, e mettere in atto tutte le necessarie iniziative.

 

A TUTTI I DEMOCRATICI: OPPONIAMOCI UNITI AL PROGETTO DELLA DESTRA

E COSTITUIAMO ANCHE A PISTOIA IL

 

COMITATO IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE

E PER IL NO IN OCCASIONE DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE

 

che farà parte del nascente coordinamento nazionale.