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di Romano Prodi
"In questi giorni, in più luoghi e da più parti sono
stato richiamato all'urgenza di affrontare il problema della
rappresentanza delle donne nella politica e nelle istituzioni.
Il grande deficit di democrazia che l'assenza delle donne a
tutti i livelli, politici e istituzionali del nostro Paese,
pone, mi è ben presente. È lo stesso al quale mi richiama
l'appello di Valeria Ajovalasit e la bella lettera all'Unità di
Clara Sereni alle quali sono grato perché mi offrono una prima
occasione di risposta.
L'esperienza che ho vissuto in Europa, mi ha permesso di
verificare ulteriormente che l'Italia è davvero agli ultimi
posti in termini di rappresentanza femminile nei luoghi della
politica. Il rilevante ruolo delle donne nella Commissione che
ho guidato e la significativa presenza di donne nelle
istituzioni di molti paesi della Comunità con i quali ho avuto
relazioni, mi hanno ulteriormente insegnato non solo a lavorare
con le donne ma a valutarne fino in fondo capacità e saperi.
Non posso dimenticare l'incontro con la commissione dell'Unione
dei Paesi Africani della quale facevano parte un eguale numero
di donne e di uomini mentre le nostre proporzioni erano ben
diverse. Erano questi i pensieri che avevo in testa quando, al
Palalido di Milano, l'11 dicembre scorso, ho auspicato che
l'Italia si desse finalmente una «mano di rosa».
Per parte mia sono dunque ben intenzionato ad affrontare con le
donne il problema non solo perché riguarda un diritto ma anche
perché offre l'occasione, come le donne affermano da sempre, di
ripensare al modo di fare politica per garantire l’opportunità
a tutti coloro che ne esprimono il desiderio, «di esserci, di
fare, di mettersi a disposizione, di avere un orizzonte lungo e
condiviso».
Fin da ora confermo la volontà di discutere «linee e regole»
che coinvolgano le donne correttamente, assicurando, cioè, che
ciò avvenga fin dal momento di avvio dei processi di formazione
della politica. E lo farò in un confronto diretto proprio con
le donne.
Vorrei proprio che si evitassero le «disperate soluzioni
dell'ultimo minuto» in cui spesso si cerca, affannosamente, una
donna da mettere in lista, in giunta o al governo.
Proprio ad evitare questo, serve l'impegno delle donne e di
tutte le loro organizzazioni affinché rendano visibili e
valorizzino competenze e professionalità. Un'occasione per
tutti sarà il lavoro alla Fabbrica del Programma dove, già
oggi, invito tutte per studiare insieme non solo questo problema
ma i problemi della società italiana rispetto ai quali voi
avete spesso un punto d'osservazione davvero privilegiato."
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