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Intervento alla Convenzione programmatica di meta mandato - Pistoia |
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Intervento fatto a nome di Nuova città alla Convenzione Programmatica di metà mandato 8 febbraio 2005 Il
contributo che l’associazione Nuova città, a nome della quale parlo,
offre a questa Convenzione programmatica, richiede una rapida premessa,
perché se ne comprendano meglio le ragioni. L’associazione
politica “Nuova città” si è costituita
a Pistoia nel 2002. Ne fanno parte cittadini elettori del
Centrosinistra, senza distinzioni di appartenenza partitica, tutti
animati da passione civile e desiderosi di contribuire a rinnovare
metodi, contenuti e linguaggi della politica, a partire da momenti di
democrazia partecipativa. A
partire dall’ottobre del
2002, Nuova Città ha partecipato a tutto il percorso fondativo della Rete
Nazionale dei “Cittadini per l’Ulivo”, formata da circa 400
fra movimenti, comitati, associazioni e liste civiche diffusi e operanti
sul territorio nazionale, diversi per nome e composizione, formati da
iscritti o meno ai partiti della Coalizione, ma accomunati da un obiettivo
comune: la costruzione dell’Ulivo, inteso non come partito unico
del riformismo moderato, ma come soggetto plurale federato,
incontro di esperienze e culture diverse , luogo di partecipazione
politica, che vede insieme i partiti, gli eletti, le associazioni ed i
cittadini, da realizzarsi
attraverso un processo costituente. Con
questa profonda convinzione noi di Nuova città abbiamo chiesto e ottenuto
di far parte, fin dal suo costituirsi, del Coordinamento Provinciale
dell’Ulivo e, a maggior ragione salutiamo, il nascente coordinamento
delle forze politiche che sostengono il governo comunale ( una sorta di
Grande Alleanza Democratica locale ) come una delle grandi novità
della fase politica che si apre a Pistoia con questa Convenzione
Programmatica di metà mandato. In
effetti, dopo circa 3 anni,
il laboratorio politico costituito da una larga maggioranza consiliare e
dalla Giunta, in cui sono
rappresentati tutti i partiti del Centrosinistra, compresa Rifondazione (
in effetti fino ad ora
si è trattato di un laboratorio
di eletti e assessori) si rafforza e si allarga, dando vita ad un
organismo di coalizione - formato dal sindaco, da rappresentanti dei
gruppi consiliari di maggioranza e dai rappresentanti delle forze
politiche pistoiesi- in cui è auspicabile che si formi una cultura politica
unitaria, attorno ad un comune progetto di città. Nuova
città è stata invitata a farne parte come espressione della cosiddetta
“società civile” organizzata ed ha partecipato a tutti gli incontri
preparatori di questa Convenzione,
offrendo anche un proprio
contributo al Documento che qui è stato presentato. Auspichiamo tuttavia
di non rimanere da soli in questa rappresentanza delle realtà associative
pistoiesi, ma di fungere, in
questa fase, da apripista. Abbiamo condiviso le linee programmatiche enunciate nel documento "Da qui al 2007:
l'agenda delle 8 priorità" e per questo l’abbiamo sottoscritto.
Nell'ultima stesura vi abbiamo infatti riconosciuto segni di
accoglimento di alcune nostre proposte, soprattutto nelle
parti in cui si afferma l'intenzione di
proseguire ed arricchire la "rete della
partecipazione", cioè di sottoporre gli impegni principali
dell'agenda della Giunta al confronto con i cittadini e con le
organizzazioni sociali. Ma anche qui è bene ribadire che la partecipazione
è cosa diversa dall’informazione o dalla consultazione diffusa. La
partecipazione che fa crescere la politica è infatti quella che coinvolge
i cittadini nei processi decisionali. Il rinnovamento della politica non
è uno slogan elettorale, ma un percorso politico che si costruisce nel
tessuto sociale del nostro territorio, riconoscibile nelle singole scelte e nella loro coerenza. Così si forma quel tessuto di
cittadini attivi ed esperti, che danno fondamento reale alla democrazia e
risorse nuove al ceto politico. Per dare concretezza al mio discorso, noi siamo
convinti che il passaggio dal momento programmatico a quello della
progettazione ed attuazione, soprattutto nel caso di interventi
rilevanti, come quelli relativi al nuovo ospedale,
all'università o all'area del Ceppo, richieda una
fase preliminare di ascolto e consultazione della
cittadinanza, con l’obiettivo di ottenere il massimo
di condivisione delle decisioni finali, che alla fine però spettano
agli organi istituzionali preposti.
L’Amministrazione ha già iniziato l’attuazione di quanto asserito nel programma di mandato, aderendo sia ad “Agenda 21”, sia alla “Carta del Nuovo Municipio”, nonché attivando significativi processi di decentramento amministrativo. Per “Nuova città” è essenziale sviluppare tale processo
attraverso l’attivazione delle procedure previste; in particolare,
avvertiamo l’esigenza di un Regolamento Comunale della
“partecipazione”, che declini il titolo terzo dello Statuto Comunale.
In tale contesto proponiamo la realizzazione di un “Urban Center”,
luogo strutturato per la partecipazione dei soggetti sociali ed economici,
e di un Forum delle realtà associative, come già avviene in molti comuni
governati dal Centrosinistra.
Con
questa visione politica, Nuova Città ha proposto all’Amministrazione
tra le linee di fondo: v
programmazione urbanistica
partecipata, anche tramite la riattivazione dei “concorsi di idee”;
v
programmazione inserita
nell’area metropolitana, con una precisa idea della città e delle
funzioni che questa deve svolgere nel vasto contesto in cui è inserita; v
definizione e realizzazione
del Piano Strategico nel quadro dell’area vasta. Fino
ad ora ho parlato prevalentemente di questioni metodo, che ci sono più
congeniali. Adesso, per concludere, offro il nostro piccolo contributo
all’agenda delle otto priorità. Nel
corso delle nostre discussioni noi di Nuova città siamo andati alla
ricerca di alcune idee forti, alle quali agganciare tutti i progetti sulla
nostra città, in una specie di schema ad albero. Abbiamo
individuato tre punti di
forza e tre di debolezza da far interagire perché finalmente Pistoia
decolli. Da
una parte, quella delle positività, ci sono: 1.
il vivaismo e 2. la Breda,
come elementi che
costituiscono la peculiarità, la cifra pistoiese e
che, oltre a caratterizzare
la nostra economia, sono per
i pistoiesi motivo di orgoglio per
l’eccellenza delle loro produzioni. 3.
Accanto a questi due punti di forza dobbiamo aggiungere le importanti risorse
artistiche e paesaggistiche della città e del suo territorio, che
debbono essere tutelate e valorizzate, perché i cittadini non ne ricavino
solo un godimento estetico, ma anche una fonte di lavoro e sostentamento.
Sul
fronte delle criticità ci sono: 1.
i giovani, che
scarseggiano da punto di vista demografico, mentre quei pochi che ci sono
nel tempo libero se ne vanno, perché dicono che Pistoia non offre niente
(basta avere dei figli che hanno superato i diciotto anni per
sperimentarlo); 2.
poi, come dato peculiare, il nostro provincialismo , per cui
l’essere ai margini dell’area metropolitana non è solo un fatto
geografico, o una scelta politica di altri, ma un dato mentale e
culturale. Siamo una città chiusa nei confronti delle innovazioni e del
mondo. Questo, nell’epoca della globalizzazione, è un paradosso
pericoloso. 3.
Infine, il declino del centro storico e, soprattutto del suo
commercio, che probabilmente il progetto del Centro commerciale naturale
non riuscirà ad arginare, se non ci saranno altri cambiamenti
significativi e consistenti. Ecco,
coniugando insieme le criticità e le risorse e aggiungendo una buona dose
di coraggio e di concertazione (anche qui il piano strategico potrebbe
farla da protagonista) si potrebbe trovare la spinta per un grande
“inizio”. L’avvio
potrebbe essere costituito dal Polo Universitario con indirizzi legati e
finalizzati alle risorse del nostro territorio: Scienze Vivaistiche,
Architettura dei giardini, Scienze Turistiche e /o Enogastronomiche. Non
dovrebbe però trattarsi, come avviene ora, di una mera succursale
dell’Ateneo fiorentino, che finirebbe di chiudere ancora di più i
nostri giovani nel provincialismo, funzionando come una prosecuzione del
liceo, e non aprirebbe la città all’Europa e al mondo, ma una
Università di tipo europeo, frutto del consorzio tra la nostra UNISER e
l’istituzione accademica di un altro o altri paesi (degli USA o del
Regno unito, in particolar modo. So che è possibile trovare i partner
giusti), con scambi di professori e studenti, con convegni internazionali
da tenere qui, a Pistoia. Ovviamente un’università di questo tipo
dovrebbe collocarsi nel cuore pulsante della città, non
necessariamente vicino alla stazione ferroviaria, perché chi arriva per
frequentare le lezioni possa andarsene rapidamente. Infatti la città
universitaria deve essere un luogo di vita, dove si rimane anche per
crescere insieme, per trascorrervi il tempo libero, per sentirsi legati a
quel luogo. In
tale prospettiva, anche la biblioteca dovrebbe divenire un polo di
riferimento sia per i pistoiesi tout-court (giovani e adulti), sia per gli studenti, una sorta di sguardo sul mondo
attraverso uno spazio cinema, una sede per mostre, convegni etc.
Importanza rilevante assume in questo senso lo “Spazio musica” già
pianificato nell’area ex Macelli. E
la città, anche dal punto di vista del suo riassetto e del suo arredo,
potrebbe caratterizzarsi e divenire attrazione turistica per i suoi
giardini “innovativi” e, perché no? per opere d’arte “verdi”… E’
un’utopia, un sogno tutto
questo? Non credo, se la città tutta, con le sue componenti economiche,
associative e politiche si
lasceranno coinvolgere e faranno finalmente sistema, accomunate dalla
comune volontà di far CRESCERE Pistoia, oltre che di aiutarla a migliorare,
come recita lo slogan , un po’ minimalista,
di questa convenzione. Rosalba
Bonacchi
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