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Non voto chi boicotta l'Ulivo ---- Intervento di Rosalba Bonacchi |
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Cari amici, per non sentirmi del
tutto sola a vivere certe esperienze ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Sintesi dell’intervento di ROSALBA
BONACCHI - Pistoia
Se
nella sostanza condivido il documento presentato da Cellai, nella forma vi
lamento la mancanza di una sana indignazione civile e politica,
che ho invece apprezzato nella relazione di Deo. E'
infatti finito per noi il
tempo della moderazione, é finito il tempo di essere trattati come gli
ascari della coalizione. Anche perché domandiamoci: quale coalizione? La
gente mi chiede: “Cittadini per l’Ulivo” , OK, ma per quale
Ulivo ?? A
Chianciano noi intendavamo quel
certo soggetto plurale, federato, coeso
che venne delineato nel nostro manifesto, ma oggi,
l'Ulivo cos'è? E’ la federazione dei quattro partiti del listone,
oppure è la Grande Alleanza Democratica? Adesso poi siamo alleati
di Bertinotti, il quale suddivide l’Alleanza
in moderati ed alternativi. Si ipotizza dunque quell’Ulivo
articolato in due rami, che a Chianciano abbiamo rifiutato. E noi su quale
ramo ci collochiamo? Di
fronte alle novità degli ultimi mesi, stiamo attraversando una fase di
smarrimento. Se non troviamo un filo comune, c'é il rischio di fare un
bel documento, ma di perdere identità, nerbo, nodi della rete o singoli
associati, e di andare alla deriva ... I
miti sono in grado di raccontare
la storia degli uomini di ogni trempo. Questo nostro stato di smarrimento
può essere rappresentato dal mito greco del supplizio di Tantalo. Lo
conoscete? Tantalo fu condannato dagli dei a non potersi mai cibare o
dissetare, poiché quando riusciva ad avvicinarsi al cibo, dei venti
improvvisi immancabilmente
glielo portavano via. Anche nel nostro caso, dopo tanto sognare
e darci da fare per raggiungere
quella che è la nostra ragion d’essere, in certi momenti abbiamo
creduto di essere finalmente vicini alla meta;
in particolare questo è avvenuto durante i lavori della
Commissione Scoppola, quando
leggemmo la lettera di Prodi del 15 giugno, o, più di recente, quando
Prodi ha chiesto primarie aperte, che legittimino la sua lesdership.
Ma subito si è levato un vento di parole e di distinguo, che ha
confuso e sepolto quanto
sembrava prossimo alla realizzazione. Chi
sono, nel nostro caso, gli dei? Sono i partiti che fanno riferimento
all’Ulivo: di ‘destra’, di ‘sinistra’ e di ‘centro’, tutti strenui difensori della propria autoreferenzialità
conservatrice, coesi e solidali solo nel
bloccare sul nascere tutto ciò che viene proposto per far uscire
la politica dalle chiuse stanze del potere (costituente, albi degli
elettori, primarie…). Che
cosa possiamo fare per tentare di romper questo meccanismo
che maciulla e disperde tutto
ciò che non ripete i soliti schemi, perché lo ritiene una minaccia per
la propria sopravvivenza? Le
proposte del nodo di Pistoia sono le seguenti:
1)
annunciare la sospensione o la cancellazione del comma 5 dell’art.2
dello Statuto, che recita: ”L’Associazione dichiara incompatibile con
la sua natura di servizio alla coalizione la presentazione di proprie
liste e di propri candidati in qualsivoglia competizione elettorale.” E’
giunto il momento di abbandonare il servizio ai partiti dell’Ulivo,
ovvero di essere usati da loro come manovalanza, o come ciliegina sulla
torta e poi gettati al termine della festa. In certi
casi, anche con i figli, bisogna smettere di assecondarne i comportamenti
sbagliati e “serve” più un atteggiamento
intransigente, che incuta paura;
2)
minacciare la
creazione di una lista di “Cittadini per Prodi” con nostri candidati,
ovviamente interna all’Ulivo, a partire dalle elezioni regionali. Il suo
programma dovrebbe incentrarsi sulla democrazia partecipata,
attraverso strumenti come gli albi degli elettori e le primarie per
la selezione delle candidature, ovvero per l’elaborazione e la verifica
dei programmi; 3)
mobilitarsi immediatamente, con tutte le nostre forze, per chiedere
ai cittadini l’adesione all’appello per la
Costituente, in modo da consegnare
a Prodi molto più di duemila firme, che funzionino da scudo nei confronti
degli impallinatori. Questo non per voler divenire, ora, gli ascari di
Prodi, ma perché è l’unica maniera per smuovere una situazione
devastante per il Paese. Sono contraria ad ogni proposta di astensione alle elezioni , anzi, temo proprio che si diffonda l’astensionismo e che sia questo a farci perdere le elezioni, più che il mancato voto dei moderati. Ma per non astenersi ci vuole qualcosa per cui votare senza dover tenere gli occhi chiusi e il naso turato.
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Ordine del Giorno
conclusivo dei lavori del Coordinamento Nazionale della
“Rete dei Cittadini per l’ Ulivo” Il Coordinamento Nazionale della Rete dei Cittadini
per l’Ulivo riunito in Roma il 26.09.2004, esprime il proprio fermo e
convinto appoggio a Romano Prodi ed ai contenuti della Sua lettera del 24
scorso in cui si rivolge a tutte le forze politiche dell’Ulivo, e in
particolare ai partiti promotori della Lista Uniti nell’Ulivo, perché
ora e subito ognuno sia all’altezza delle proprie responsabilità e
conduca definitivamente questa lunga stagione di transizione politica alla
costruzione della Federazione dell’Ulivo. Per questo obiettivo, per una costruzione partecipata
della Federazione dell’Ulivo, la Rete dei Cittadini per l’Ulivo lavora
dalla sua stessa costituzione, perché l’Italia ha urgente bisogno di un
soggetto politico rappresentativo delle grandi tradizioni culturali e
politiche alla base della Costituzione della nostra Repubblica e dello
"spirito di novità ed unità all’origine dell’esperienza
dell’Ulivo". Il Coordinamento Nazionale della Rete dei Cittadini
per l’Ulivo ricorda il percorso, le tappe e gli obiettivi che Romano
Prodi ha indicato a tutto l’Ulivo nella lettera del 15 giugno e che la
nostra Rete ha rilanciato attraverso la sottoscrizione di un appello che
ribadisce l’obiettivo della Costituente dell’Ulivo, la necessaria
istituzione degli Albi degli Elettori e le conclusioni della Commissione
Scoppola. Sottolineiamo quanto afferma il nostro appello: è
necessario andare oltre la positiva esperienza della Lista Uniti
nell’Ulivo realizzando il patto federativo tra le attuali componenti
come primo passo del processo costituente dell’Ulivo. A tal fine il patto federativo dell’Ulivo, come
anche Romano Prodi ha già previsto in giugno, deve essere sottoposto
"ad una assemblea costituente,
rappresentativa di partiti e cittadini" da convocare in tempi brevi. Per noi
l’Ulivo deve essere composto dai partiti, dagli eletti e dai cittadini
singoli e associati e deve darsi regole, per il confronto e la decisione,
basate sul principio di maggioranza e sulla conseguente cessione di
sovranità dei partiti. Dobbiamo inoltre avviare il cantiere programmatico necessario ad accelerare la
costruzione della "grande
alleanza democratica" e preparare per i mesi precedenti il voto
regionale della prossima primavera elezioni primarie aperte per la scelta
del leader dell’alleanza. Per far ripartire concretamente il processo
federativo è necessario che venga convocato il Comitato Nazionale della
Lista Uniti nell’Ulivo, organo comprensivo dei rappresentanti dei
partiti e dei movimenti che hanno aderito al progetto, organo di cui la
nostra rete fa parte e che non si è più riunito dopo il voto e che va
aperto a tutte le forze e personalità "pronte e condividerne
l’ispirazione". Tutte le forze politiche dell’Ulivo devono
abbandonare la esclusiva difesa di interessi di parte e l’inconcludente
esercizio dei veti incrociati, assumendo decisioni impegnative e
realizzando atti credibili. Ciò che invece vediamo oggi nella pratica politica
del centro-sinistra è spesso in contraddizione con tali improrogabili
scelte, in particolare una smentita continua della dichiarata necessità
di nuovi metodi nella selezione delle candidature politico-amministrative,
negando nei fatti ogni procedura di partecipazione degli elettori ulivisti
che, non solo non sono chiamati a forme regolate di primarie locali, ma
assistono sgomenti a mortificanti operazioni verticistiche. I Cittadini per l’Ulivo, tenendo conto delle
specificità regionali, propongono che in tutte le regioni si lavori per
giungere alle candidature attraverso percorsi partecipati e trasparenti,
ove possibile si svolgano primarie regionali e l’Ulivo presenti liste
unitarie con simbolo, programma e candidati comuni. La Rete dei Cittadini per l’Ulivo chiede a tutti
coloro che si riconoscono nel progetto dell’Ulivo " di rispondere
alla domanda di unità che viene dagli elettori e dal paese" per
realizzare la necessaria alternativa al governo Berlusconi e per
"governare l’Italia sulla base di un comune progetto
riformatore". Per tutte queste ragioni il Coordinamento Nazionale della Rete dei Cittadini per l’Ulivo rilancia la mobilitazione politica delle nostre Associazioni tesa ad una ampia sottoscrizione dell’Appello per la Costituente e gli Albi degli Elettori dell’Ulivo in modo da organizzare nella prima metà di Novembre un evento pubblico in cui consegnare le firme raccolte dalla Rete a Romano Prodi. Roma
26.09.2004
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