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Verso il referendum costituzionale |
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Roma, 23 novembre
2005 COMUNICATO STAMPA Una rappresentanza
del comitato promotore “Salviamo la Costituzione, aggiornarla non
demolirla” si è recata stamane all’ufficio centrale del referendum
della Corte di Cassazione per depositare la richiesta di referendum
previsto dall’art. 138 della Costituzione. Si avvia così
l’iter formale della raccolta di almeno 500.000 firme di cittadini per
dire No alla riforma della Parte II della Costituzione votata dalla Casa
delle Libertà. I tre mesi di tempo
per la raccolta delle firme sono scattati il 18 novembre 2005, giorno in
cui il testo della legge costituzionale è stato pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale. Primo firmatario
dell’iniziativa è l’ex Presidente della Repubblica, Oscar Luigi
Scalfaro. Erano presenti, per le tre associazioni promotrici, Franco
Bassanini (Astrid), Sandra Bonsanti (Libertà e Giustizia) e Maurizio
Serofilli (Comitati Dossetti per la Costituzione), i presidenti emeriti
della Corte costituzionale Leopoldo Elia e Mauro Ferri e alcuni
costituzionalisti del comitato scientifico del Coordinamento. Del comitato
promotore fanno parte tra gli altri Vannino Chiti (DS), Dario Franceschini
e Rosy Bindi (Margherita), Marco Boato (Verdi), Graziella Mascia (PRC),
Antonio Di Pietro (Italia dei Valori), Paolo Nerozzi (CGIL), Natalino
Stringhini (ACLI), Paolo Beni (ARCI), Raimondo Ricci (ANPI), Italo Buono
(Cittadini per l’Ulivo), Teresa Petrangolini (Cittadinanza Attiva) e
Giovanni Bachelet, tesoriere del Coordinamento nazionale. Al comitato promotore nazionale aderiscono i rappresentanti dei comitati locali in difesa della Costituzione per il No alla riforma costituzionale già Verso
il referendum costituzionale (appunti
per l’esecutivo) Mercoledì
23 novembre ho sottoscritto, per conto della Rete dei Cittadini per
l’Ulivo, la richiesta di referendum promossa dal Coordinamento Nazionale
Salviamo la Costituzione presieduto da Oscar Luigi Scalfaro. La
Rete, dunque, è con piena responsabilità tra i soggetti promotori del
referendum. E’
un passaggio molto importante per la nostra “Rete” che è chiamata a
dare il massimo contributo possibile per il successo della raccolta delle
firme e della campagna referendaria. All’Assemblea
di Montecatini, un anno fa, aderimmo al nascente Coordinamento Nazionale e
il documento finale dell’assemblea straordinaria dello scorso 12
novembre ha ribadito l’impegno di tutte le associazioni della Rete a
sostegno del No al referendum. Prima
di avanzare alcune proposte operative, una breve considerazione politica. La
presentazione della richiesta di referendum alla Cassazione non ha avuto
grande eco sui mezzi di informazione: solo qualche trafiletto sui
giornali, la notizia data brevemente ai Tg.. Solo una carenza
nell’informazione alla stampa da parte del Comitato? E’ probabile.
Sarebbe tuttavia un errore non dedicare la massima attenzione a questo
tema, pensare che il referendum sia una partita già vinta e che pertanto
possa al momento essere posto in secondo piano tra gli argomenti
che caratterizzano il confronto con il centrodestra. Su questo tema
occorre una strategia di comunicazione che parli della Costituzione
come qualcosa che guarda al futuro, alle nuove generazioni, che la
valorizzi come presupposto dell’Italia
di domani. Su referendum e Costituzione, sulla necessità che i cittadini
si mobilitino andando a firmare per la richiesta di referendum penso sia
opportuno un intervento di Scoppola. Sul
Piano operativo l’orientamento emerso il 23 a Roma è stato quello di
organizzare contemporaneamente in tutta Italia alcuni giorni dedicati alla
raccolta delle firme. I primi in programma dovrebbero essere il 17 e 18 di
Dicembre. Analoghi appuntamenti saranno stabiliti per gennaio e febbraio,
se necessario. In ogni caso la raccolta delle firme dovrà terminare entro
il 18 di febbraio ma l’auspicio, ovviamente, è che il numero necessario
di firme sia raccolto molto prima della scadenza. Sul sito Salviamo la
Costituzione sono già state inserite tutte le informazioni
necessarie, sul quale ora non mi soffermo. L’orientamento di
dedicare prevalentemente alcuni giorni alla raccolta delle firme non
significa che partiti, associazioni o altre realtà associative presenti
nel territorio non possano comunque con proprie iniziative raccoglierle. Cosa
possiamo fare? Penso
che dovremmo cogliere l’occasione della campagna referendaria per
dimostrare davvero che la Rete è una originale realtà politica diffusa
nel territorio e che proprio per questa sua caratteristica può dare un
tempestivo e utile contributo. A
Firenze, alla nostra assemblea, erano presenti delegati di 220
associazioni. Noi dobbiamo contattarli di nuovo e dire loro di attivarsi
per la raccolta subito di un certo numero di firme che potremmo consegnare magari a Scalfaro prima del 17 e 18 dicembre. E’ realistico
darci l’obiettivo di raccogliere 2500
firme che provengano possibilmente da tutte le regioni italiane?
Inutile dire che l’impegno dovrà continuare anche nei giorni seguenti
innanzitutto partecipando ai Comitati là dove siano costituiti. E’
necessario inoltre decidere in che misura possiamo contribuire alle spese
per il referendum che saranno
rilevanti. E’ bene essere chiari sin dall’inizio. Anche
in questa particolare circostanza, lo stile di lavoro deve essere quello
della Rete. Vale a dire ogni associazione decida in piena autonomia come
muoversi. Se, considerato il carattere simbolico di questa battaglia per
la Costituzione, si ritiene invece utile mettere a punto di qui ai primi
di gennaio anche alcune iniziative regionali per mobilitare le
associazioni, è bene deciderlo subito per non distrarre inutilmente
risorse e tempo. Credo
possa essere utile inoltre attivare sul sito della Rete uno spazio
dedicato al referendum analogo a quello dedicato alle primarie. Infine,
è necessario quanto prima inviare direttamente ad un referente di ogni
singola associazioni l’invito ad operare per la raccolta delle firme e a
riferire sulle iniziative prese. Se ritenete sia utile posso buttare giù
una bozza. Per gli indirizzi mail è ovviamente necessaria la preziosa
collaborazione di Nicola. Naturalmente
sono a disposizione di tutti per quanto riguarda eventuali informazioni
sulle modalità di sottoscrizione dei moduli. E’ bene non commettere
errori fin dall’inizio. Verso
il referendum costituzionale (bozza
nota per il sito della Rete) Mercoledì
23 novembre ho sottoscritto per conto della Rete dei Cittadini per
l’Ulivo la richiesta di referendum promossa dal Coordinamento Nazionale
Salviamo la Costituzione presieduto da Oscar Luigi Scalfaro. La Rete dei Cittadini per l’Ulivo,
dunque, è con piena responsabilità tra i soggetti promotori del
referendum. (http://www.salviamolacostituzione.it/articolo.asp?articolo=84) E’
un passaggio molto importante per la nostra “Rete” che è chiamata a dare
il massimo contributo possibile per il successo della raccolta delle firme
e della campagna referendaria. All’Assemblea
di Montecatini, un anno fa, aderimmo al nascente Coordinamento Nazionale e
il documento finale dell’assemblea straordinaria dello scorso 12
novembre ha ribadito l’impegno di tutte le associazioni della Rete a
sostegno del No al referendum La
campagna referendaria può dimostrare che la Rete è una originale
esperienza politica diffusa nel territorio attraverso associazioni
e che proprio per questa sua caratteristica può dare un tempestivo
e utile contributo. Sul
sito Salviamo la Costituzione http://www.salviamolacostituzione.it/ sono
disponibili tutte le informazioni operative. Naturalmente sono a
disposizione per chiarimenti e notizie (italobuono@virgilio.it).
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