Documento finale Assemblea nazionale rete dei Cittadini per l'Ulivo

Relazione di Massimo Cellai

 

 

Assemblea nazionale Rete dei Cittadini per l'Ulivo - 13 Novembre, 2005
Il documento finale approvato all'unanimità dai 224 delegati presenti

L’assemblea della Rete dei cittadini per L’Ulivo ringrazia calorosamente Romano Prodi per il contributo politico e programmatico che ha inteso offrirci e per il forte riconoscimento che ancora una volta ha voluto manifestare nei confronti del nostro impegno e della nostra identità di cittadini associati che da anni, radicati nelle tante città italiane, lavorano per L’Ulivo.

Intendiamo inoltre ringraziare Piero Fassino, Ermete Realacci, Rosy Bindi e Stefano Passigli per gli interventi di grande sostanza con i quali hanno contribuito ai lavori della nostra assemblea.

L’Assemblea della Rete dei cittadini per L’Ulivo assume la relazione del coordinatore del comitato esecutivo e approva le proposte in essa contenute.

L’assemblea prende atto dell’ampio dibattito svoltosi in plenaria, fa proprio il lavoro svolto nelle quattro commissioni assembleari e le relazioni da esse scaturite che, insieme alla relazione del coordinatore, verranno pubblicate sul sito della Rete ed inviate a tutte le associazioni aderenti.

L’assemblea ribadisce in particolare alcuni obiettivi che da sempre caratterizzano la nostra identità e la nostra azione e sui quali chiediamo a tutto L’Ulivo tempestivi passi avanti:
La Costituente del nuovo Ulivo è oggi più che mai la strada maestra per costruire, in una grande Unione, un nuovo soggetto politico attraverso il contributo dei partiti e dei cittadini, associati e singoli. Il nuovo Ulivo deve partire aprendosi da subito alla adesione diretta dei cittadini. Nessuno creda di rappresentare il popolo della Primaria 2005, ma L’Ulivo deve rispondere a loro offrendogli un’altra libera scelta, un’altra libera decisione non mediata dai partiti o dalle associazioni: la libera, aperta adesione al nuovo Ulivo. La base del nuovo Ulivo ha le sue radici nei cittadini che hanno scelto di decidere e contare attraverso la partecipazione attiva ed esigente.

Inoltre, le primarie sono oggi lo strumento principe per la scelta democratica dei candidati alle cariche elettive del Parlamento, delle Regioni, delle Province. Le Primarie, centro di un progetto complessivo di democrazia partecipativa, sono, a partire dalle cariche monocratiche, passaggio coerente nel percorso verso la costituente dell’Ulivo. Le liste bloccate previste dalla nuova legge proporzionale rendono ancora più necessario sul piano politico la ricerca di forme di elezioni primarie. Si deve riconoscere la nuova soggettività, primaria e diretta, che è emersa con la primaria del 16 ottobre per trasformare questa esperienza di rinnovamento politico in consuetudine democratica, in scelta definitiva, condivisa tra partiti, cittadini associati e singoli.

I cittadini tutti chiedono risposte fattive e tempestive. La Rete dei cittadini per L’Ulivo intende misurare i passi che l’Ulivo e L’Unione sapranno compiere e a tal proposito ribadisce queste priorità:
Liste elettorali trasparenti, motivate, rappresentative e che contemplino l’alternanza e la parità numerica dei generi. Lista dell’Ulivo, con Prodi capolista, alla Camera. Lista dell’Ulivo, con coerenza politica ed elettorale, al Senato. Le liste vengano comunque definite con modalità aperte e partecipate.
Gruppo dell’Ulivo alla Camera e Gruppo dell’Ulivo al Senato. Ogni candidato nelle Liste dell’Ulivo sottoscriverà, entrando in tale Lista, l’impegno ad operare all’interno del Gruppo parlamentare unitario corrispondente alla Lista nella quale ha ricevuto il consenso dagli elettori.
Definizione delle linee e dei contenuti del programma in modo che, attraverso percorsi adeguati e condivisi, siano coinvolti i cittadini associati e singoli quali protagonisti, insieme ai partiti, di una convenzione programmatica aperta e democratica.

Si aprano nel territorio, nei comuni, nelle province, nelle regioni ed a livello nazionale, luoghi comuni nei quali, andando oltre alla recente esperienza dI coalizione ed all’ipotesi riduttiva di una lista di soli partiti, si riconosca il ruolo politico dei cittadini e delle associazioni.

L’assemblea da mandato al coordinatore di assumere iniziative rivolte ai cittadini, agli eletti ed a tutte le associazioni che si riconoscono nel progetto del nuovo Ulivo per costruire forme di collaborazione perché, a partire dai territori là dove rappresentano una parte della voce dei cittadini, contribuiscano attivamente a costruire questi luoghi comuni, a portare avanti con La Rete dei cittadini per L’Ulivo un dialogo permanete ed una azione coerente per raggiungimento degli obiettivi proposti

In questo quadro si impegna a promuovere prima della scadenza elettorale un convegno sulla cultura dell’Ulivo che ponga al centro della riflessione del paese il tema della laicità, le cui radici affondano profondamente nel dialogo tra le identità culturali e nella loro capacità di reciproca contaminazione, ed il tema della democrazia partecipativa.

L’assemblea straordinaria della Rete ha costituito una commissione sulle priorità programmatiche e, preso atto della relazione presentata, ritiene necessario che essa prosegua i propri lavoro attraverso gli strumenti ritenuti necessari, aprendosi ai contributi di tutte le associazioni aderenti, per giungere a delineare alcune proposte programmatiche sulle quali riteniamo che la Rete si debba spendere verso L’Ulivo e L’Unione.

La Rete propone che in tempi brevi in tutte le Province italiane si dia evidenza pubblica al bilancio completo delle libere offerte della Primaria 2005. In ogni provincia i partiti dell’Unione coinvolgano i cittadini singoli ed associati e si decidano i criteri per l’uso di tale finanziamento che deve rimanere coerente alla mobilitazione morale e politica degli elettori nella Primaria 2005. Nello stesso tempo poniamo a Romano Prodi il problema dei dati dei cittadini della Primaria ricevuti dall’Unione e della possibilità di regole e garanti per la gestione di Albi degli Elettori.

Le Primarie sono state insanguinate a Locri. Si è voluto sparare sul primo atto di un governo alternativo dell’Italia. Si vuole ribadire il controllo del territorio meridionale da parte della criminalità e della politica con essa collusa. Tutti noi, raccogliendo l’appello dei ragazzi di Locri, sappiamo quanto sia decisiva questa questione per il sud e per il futuro politico dell’intero paese. Inoltre particolare e nuovo rilievo deve essere dato nel programma di governo alla questione morale ed alla lotta nazionale contro la mafia.

La Rete dei Cittadini per L’Ulivo si rivolge preoccupata agli italiani tutti perché diano vita ad una eccezionale stagione di mobilitazione per la difesa dei valori e dei contenuti della Carta Costituzionale. In particolare ogni associazione aderente alla Rete dei Cittadini per L’Ulivo assuma l’impegno di agire perché sorgano ovunque nel territorio Comitati in difesa della Costituzione e per il no al referendum che fanno riferimento al coordinamento dell’ex presidente Scalfaro o di aderire ad essi là dove già presenti.

13 novembre 2005

L’Assemblea della Rete dei Cittadini per L’Ulivo

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Rete dei cittadini per l’Ulivo

Relazione di Massimo Cellai

 

Ad un anno da Montecatini, dove salutammo Romano Prodi al rientro nella politica italiana, a due anni da Monte San Savino e dalla costituzione formale della Rete dei Cittadini per L’Ulivo, ormai a tre anni precisi dal seminario politico di Chianciano, la scommessa scaturita dalla libera iniziativa politica di tante associazioni sul progetto dell’Ulivo è oggi più attuale che mai. Quattrocentocinquanta associazioni aderenti alla Rete dei Cittadini per L’Ulivo si sono convocate qui per una assemblea nella quale intendiamo operare il necessario confronto politico prima della decisiva stagione che condurrà L’Ulivo, L’Unione ed il paese tutto alle scadenze elettorali di primavera. Ci ritroviamo due giorni insieme, da tutta Italia, per rinnovare un impegno, per condividere le nostre tante diverse esperienze, per confrontarsi con Romano Prodi, con i partiti dell’Ulivo e dell’Unione, con altri movimenti e associazioni .

Sono stati soprattutto tre anni di lavoro nel territorio, ma anche anni di impegno discreto e sotto-traccia a livello nazionale. Non è poco per una esperienza dalle caratteristiche innovative sia dal punto di vista organizzativo che politico: puntare nel 2002 su una Rete di soggetti autonomi e sulla Costituente dell’Ulivo dei partiti, degli eletti e dei cittadini, è stata una importante intuizione. In fondo siamo convinti che sia proprio grazie alla forza della nostra “ragione sociale” se, in mezzo a tante difficoltà e con il solo volontariato di tutti noi, siamo ancora qui a proporre, a lavorare. E’ già, per noi, un primo bilancio lusinghiero, ma gli obiettivi tracciati dal nostro Manifesto sono ancora da raggiungere.

Oggi possiamo però citare le parole che Romano Prodi ci ha rivolto quando decidemmo una nostra presenza in Piazza SS.Apostoli in un momento particolarmente difficile per L’Ulivo. Noi siamo quelli “che hanno sempre coltivato l’idea dell’Ulivo, anche quando negli anni scorsi sembrava scomparsa dall’orizzonte politico. La loro passione ha contribuito non poco a tenere aperta questa prospettiva, fino al suo rilancio, e la loro passione resta essenziale se vogliamo avere speranze di vittoria”.

Di queste parole di nuovo lo ringraziamo.

 

1.      Noi pensiamo che la Rete (incontro e progetto comune tra soggetti associati autonomi) sia oggi più che mai un modo di fare politica che pone al primo posto, nei fatti, il territorio, il rispetto di storie locali e identità culturali diverse, l’autonomia e la responsabilità delle associazioni, la necessità di una politica che si costruisca partendo dalle città per andare a formare una voce nazionale intorno alla prospettiva comune dell’Ulivo. La Rete vuole continuare ad essere uno strumento di dialogo e contatto tra i cittadini consapevoli e attivi e la politica. Noi, da tre anni, stiamo provando, concretamente, a mischiare cittadini iscritti e impegnati nei partiti e cittadini attivi nelle associazioni e nei movimenti. Proprio noi, forti di un radicamento territoriale insostituibile ma anche dell’esperienza del Coordinamento Nazionale e del suo Comitato Esecutivo, diciamo che oggi c’è bisogno di un “di più” di partiti che sappiano confrontarsi tra loro e con gli altri soggetti della politica in modo comprensibile e, nei comportamenti e nei valori, condivisibile, dai cittadini. Un “di più” che i partiti devono dare per sciogliere quei rituali della politica che alcune volte, anche in questa ultima stagione dopo il ritorno di Romano Prodi, producono estraneità e distanza, e sostituirli con scelte chiare tra partiti, cittadini associati, eletti ed elettori.  I partiti sono decisivi per la democrazia. Se sono in grado di raccogliere questa sfida siamo di fronte ad una salto di qualità della politica italiana, se vince l’inerzia di modelli particolaristici della politica le conseguenze saranno drammatiche. Noi siamo comunque consapevoli (e lo abbiamo dimostrato con i nostri comportamenti) che i cambiamenti veri, quelli che mettono radici e determinano conseguenze stabili, si costruiscono pazientemente un passo alla volta, mantenendo fermi gli obiettivi strategici decisivi per il paese ma convinti che, solo “stando insieme” e condividendo ogni passaggio, ciò che costruiamo sarà solido. Per fare questo L’Ulivo ha proposto sin dall’inizio la necessità delle regole. E’ attraverso regole chiare e pubbliche che la politica accresce la propria capacità di comunicare e di essere condivisa e capita. Darsi regole e rispettarle è la proposta forte che ha sempre fatto L’Ulivo, l’impegno difficile, in un paese dove le regole sono invece spesso calpestate o dileggiate. Attraverso regole condivise, come nella Primaria 2005, possiamo consolidare relazioni, dialogo e capacità decisionali

 

2.      La Primaria 2005. Non ci pensiamo più bravi di altri per fare noi analisi e approfondimenti su di un evento storico per la politica italiana. La necessità del passaggio delle primarie è scritta nel nostro Manifesto, elaborato ed approvato nel 2003, non c’è da aggiungere altro. La nostra comprensione è quella di chi ha voluto e vissuto direttamente questa esperienza politica attraverso il lavoro delle nostre associazioni e dei tanti Comitati per Prodi Presidente che abbiamo contribuito a far sorgere nel territorio. La parola che ci è venuta subito in mente il 16 ottobre è: generosità. La generosità di Romano Prodi che a Giugno ha scelto il senso di responsabilità verso il paese ma ha creduto e puntato sul “pertugio lasciato aperto della Primaria” per rilanciare L’Ulivo, la generosità dei partiti che, certo in forma diversa, hanno davvero contribuito in maniera decisiva perché la primaria 2005 fosse un esempio di serietà, di autoregolamentazione ma anche di dedizione, la generosità dei comitati sparsi nel territorio che hanno fatto un convinto e silenzioso strada – per –strada magari subendo lo scetticismo circostante, infine la generosità dei cittadini che si sono infilati in quel “pertugio” voluto da Romano Prodi e l’hanno trasformato in un evento decisivo.

Ricordo che circa un anno fa, durante un esecutivo della Rete, insieme al Professor Scoppola, ci dicevamo che se Prodi riusciva a portare un milione e mezzo di cittadini alla primaria prima delle regionali, la politica italiana non sarebbe più stata la stessa. Sono seguite delusioni, vittorie, battaglie e la decisione di Prodi di puntare definitivamente sulla primaria per rilanciare il progetto dell’Ulivo e dell’Unione: gli hanno risposto quattro milioni e mezzo di cittadini. E’ un risultato che ha travolto chi vi si è opposto, i tiepidi e gli scettici, ma anche tutti noi. Perché dobbiamo sempre essere pronti a chiederci le ragioni di risultati inferiori alle nostre attese ed al nostro lavoro, ma ancora di più il perché di numeri così straordinariamente superiori. Ci vuole onestà politica ed attenzione: in questi casi è obbligo ascoltare, comprendere, ripensare. I cittadini volevano contare, e lo volevano al di là delle nostre stesse dichiarazioni, richieste, attese. E allora diciamo che la straordinaria partecipazione dei cittadini ha trasformato quello che per alcuni era un mero strumento di consultazione in un procedimento decisionale. I generosi cittadini hanno dato all’evento un valore di decisione assunta, di scelta consegnata a Prodi ed all’Unione. Ma l’affluenza “straordinaria” dei cittadini deve mutare la politica italiana. La partecipazione dei cittadini stessi, il loro contare nelle decisioni dell’Ulivo e dell’Unione da ora deve cessare di essere “straordinaria” e trasformarsi in consuetudine politica, in scelta definitiva condivisa tra partiti, associazioni e cittadini. Questa non è “partecipazione”, termine che in certa politica rituale, sa di “fase temporanea”, “concessione necessaria”, “apertura alla società”. La Primaria 2005 è invece “partecipazione esigente”, e noi vogliamo che questo atteggiamento esigente, questa scelta diffusa, matura e ferma da parte degli elettori del centrosinistra, sia riconosciuta. Romano Prodi lo ha fatto ad urne ancora chiuse, l’aveva evocata e ad essa ha subito risposto. L’Ulivo e L’Unione se ne devono fare ulteriormente carico. Tanti cittadini hanno condiviso, vera e propria rete gettata nel territorio, una scelta fatta di una dichiarazione politica pubblica, della diligenza dei certificati in mano, di un euro pronto e di tanta pazienza in fila: tale scelta esige che altrettanto senso di responsabilità sia evidente nelle decisioni che, da ora in poi, tutti noi assumeremo.

 

3.      Le proporzioni straordinarie di quanto accaduto alla Primaria 2005 ci dice che i cittadini percepiscono la gravità del momento. Non voglio citare inadeguatamente Romano Prodi e i leader della nostra opposizione in Parlamento, ma l’attacco alla Costituzione formale e materiale del nostro paese sta assumendo aspetti di assoluta emergenza. Una maggioranza consapevole, e quindi ancor più irresponsabile, sta tenendo in ostaggio le istituzioni del Paese. Dalla Carta Costituzionale alle regole della giustizia, dalla legge elettorale “di parte” alle istituzioni finanziarie ed economiche, dall’Europa occasionale e mortificata alla guerra voluta e misconosciuta. E poi soprattutto i servizi per i cittadini, che ci fanno uguali nella sostanza in tutto il paese, che vengono colpiti attraverso un attacco mai visto agli enti locali, le istituzioni più prossime agli italiani. Tutto questo è ostaggio di una coalizione di centrodestra dominata dai propri calcoli di potere. I cittadini hanno fatto alla Primaria qualcosa di straordinario perché sono consapevoli della gravità di quanto vedono e sperimentano, ma il messaggio che hanno voluto inviare i nostri elettori non era diretto principalmente a Berlusconi, ma a noi. Hanno deciso di essere “esigenti” ed attendono risposta. Dobbiamo tutti essere consapevoli, con loro, della gravità di questo passaggio politico italiano e dobbiamo dimostrarlo nei comportamenti e nelle scelte responsabili. La Rete è piccola cosa, eppure noi tutti abbiamo sentito questo carico di attesa e responsabilità, quanto più mi immagino lo sentiranno i leader dei partiti dell’Unione, tanto più, come ha più volte dichiarato, lo sente Romano Prodi.

Ci dicevano che la Primaria era la parodia di una istituzione democratica, una mera ratifica di quanto già deciso altrove, insomma una finta. Quale errore. La Primaria ha invece dimostrato che la democrazia sa curare la democrazia.

 

4.      Se a Montecatini abbiamo detto “tornare alla Rete”, tornare alla nostra caratteristica di associazioni diffuse nel territorio e lì impegnate, oggi diciamo a noi, all’Ulivo ed all’Unione di tornare alle istituzioni come luogo primario della politica. E’ una scelta che dobbiamo condividere con milioni di cittadini per fare crescere il senso di cittadinanza che le istituzioni democratiche trasmettono e permettono. Oggi le istituzioni sono sotto un attacco concentrico e decisivo, oggi noi dobbiamo dimostrare un alto senso delle istituzioni, là dove governiamo, in tanti enti locali, là dove siamo opposizione e sperimentiamo quotidianamente il deterioramento istituzionale cui conduce spesso l’azione del centrodestra. Il nostro Programma deve su questo prendere l’impegno di una nuova attenzione al rispetto delle regole e della legittimità, degli organi terzi e di garanzia del cittadino, dobbiamo ripensare quanto efficacia ed efficienza abbiano accantonato il senso del diritto e con esso alterato il rapporto tra cittadino e potere. Il programma è un passaggio decisivo. La Rete ha sempre inteso far contare i cittadini proprio nella stesura del programma e nella selezione dei rappresentanti politici. Questi due compiti fondamentali sono l’impegno dei prossimi giorni. Noi in questa assemblea nazionale porremo al centro dei lavori di una commissione le priorità di programma, mi permetto solo di sottolineare la mobilitazione per la difesa della Costituzione e contro le leggi ad personam, ma anche la necessità di un complessivo progetto per i giovani ( occupazione, precarietà e corporativismi, scuola e ricerca).

 

5.      Il Nuovo Ulivo. Non è il nostro compito quello di dare ricette che devono nascere da un lavoro di confronto e dialogo tra tutti. La Costituente dell’Ulivo è nel nostro Manifesto dal 2003. Per questo abbiamo incessantemente lavorato. Noi diciamo pubblicamente che lo percepiamo come la ripresa di un percorso politico lungo, che ha avuto stop e passi avanti, ma che è da anni l’orizzonte di riferimento della vita politica del paese. Noi sentiamo questo sforzo di coesione politica e culturale come il nostro luogo politico. Come una  esperienza accogliente, che vuole andare oltre la formula della coalizione dei partiti. Noi abbiamo prima chiesto, poi sostenuto, questo sforzo, ed oggi ci sentiamo più che mai parte di questo nuovo progetto politico. Il grande successo di Prodi alle Primarie è anche il riconoscimento largo e popolare del progetto dell’Ulivo. Il grande successo di Prodi alle Primarie non è una investitura generica nei suoi confronti, ma l’approvazione di un progetto politico sempre rimasto fermo e chiaro davanti ai cittadini: L’Ulivo. Per questo progetto Prodi si è battuto, su questo progetto ha costruito la propria candidatura alla primaria ed alla guida del Paese. Il successo alla Primaria 2005 è quindi una investitura che chiama ad una precisa responsabilità di governo e che, come Prodi ha pubblicamente sempre affermato, può realizzarsi nei termini necessari per il paese sulla base forte, ed oggi largamente sostenuta dal consenso dei nostri elettori, di un nuovo Ulivo in una grande Unione. Il nuovo Ulivo è il passaggio necessario per dare uno sbocco positivo alla lunga fase di transizione della politica italiana, è in realtà non una conclusione ma un nuovo avvio di cui ha bisogno in primo luogo l’Italia.

 

6.      Il Manifesto della Rete dei Cittadini per L’Ulivo indica chiaramente la necessità che la Costituente dell’Ulivo apra il nuovo soggetto politico alla adesione diretta dei cittadini. Oggi riteniamo che questo passaggio sia maturo. E’ la partecipazione esigente della Primaria 2005 che chiede all’Ulivo ed all’Unione di compiere passi nuovi. Nessuno pensi di rappresentare quei quattro milioni di cittadini. Neanche L’Ulivo. Ma proprio L’Ulivo deve rispondere a loro offrendogli un’altra libera scelta, un’altra libera decisione non mediata dai partiti o dalle associazioni: la libera, aperta  adesione al nuovo Ulivo. Questa scelta significa che i partiti  e le associazioni credono alla generosità dei soggetti della Primaria 2005, la rinnovano ognuno per proprio conto e chiedono ai cittadini di riversare sull’Ulivo una parte della grande energia che ha alimentato la Primaria. L’apertura attraverso la presenza dei cittadini associati ed attraverso la libera adesione diretta dei cittadini, farebbero del nuovo Ulivo, in questa lunga fase di mobilitazione nazionale per ridare un governo al paese e per riconsegnare integra la Costituzione agli italiani, uno strumento politico straordinario.

 

7.         Siamo già al centro della fase preparatoria delle Liste elettorali. Questo anche se l’irresponsabile arroganza della destra sta ancora forzando il Parlamento ad una modifica della legge elettorale, modifica in contrasto con le risultanze referendarie, modifica cinica e non condivisa. Noi invece dobbiamo cogliere l’occasione della preparazione delle Liste al parlamento perché il soggetto che muove questi primi passi lo faccia aprendosi e rispondendo alla nuova spinta politica che ci viene dalla Primaria 2005. Si aprano nel territorio, nei comuni, nelle province, nelle regioni ed a livello nazionale, luoghi comuni nei quali, andando oltre alla recente esperienza della coalizione dei partiti, si riconosca il ruolo dei cittadini e delle associazioni. Come Rete ci sentiamo portatori delle esigenze del popolo della Primaria 2005, ma non rappresentativi di esso e questo vale per ogni altra associazione o movimento. Dobbiamo decidere insieme il modo, democratico ed aperto, attraverso il quale i cittadini delle primarie conteranno nella organizzazione delle primarie territoriali e nella formulazione delle liste. Di sicuro dobbiamo costruire liste trasparenti, motivate, rappresentative e che contemplino l’alternanza e la parità numerica dei generi. Le Liste saranno il primo atto politico dell’Ulivo e dell’Unione dopo La Primaria. L’attenzione dei cittadini che ci hanno da poco rivolto un forte messaggio politico, sarà particolarmente “esigente”. Abbiamo conquistato stabilmente uno strumento importante: le primarie. Le primarie sono oggi lo strumento principe per la scelta democratica dei candidati alle cariche elettive del Parlamento, delle Regioni, delle Province e dei Comuni. Quella che chiediamo è in primo luogo una scelta politica. Con la scelta politica delle primarie come strumento privilegiato di selezione alle cariche monocratiche ed ai ruoli di rappresentanza parlamentare, non vogliamo arrogarci il compito tecnico di consigliare ricette perfette, ma proponiamo di fare uno sforzo unitario per trovare soluzioni che corrispondano alle scelte politiche. Fatta la scelta politica, in tempi certi ci vuole un regolamento per le primarie. Sappiamo bene che le primarie sono uno strumento che non va inflazionato, ma anche che dal 16 ottobre non sono più l’ultima ratio del fallimento della politica, quando trionfano i veti reciproci e le situazioni sono disperate. I cittadini hanno elevato le Primarie al rango di soluzione privilegiata sapendo che ogni decisione deve essere coerente con le diverse esigenze locali, il rispetto delle minoranze ed il progetto complessivo di Romano Prodi.

 

8.         Prendiamo comunque da subito l’impegno di mettere in atto le scelte politiche più utili a far saltare la logica della legge elettorale berlusconiana, anche se niente possiamo contro lo scippo elettorale calcolato per rendere instabile il futuro governo. In primo luogo rispondiamo al frazionamento proporzionalista con L’Ulivo. Lista dell’Ulivo, con Prodi capolista, alla Camera. Lista dell’Ulivo, con coerenza politica ed elettorale, al Senato. Scegliamo la coerenza al patto con gli elettori come nostra definitiva bussola di riferimento. Allora Gruppo dell’Ulivo alla Camera e Gruppo dell’Ulivo al Senato, corrispondenti cioè a quanto abbiamo stipulato con gli elettori che ci hanno dato il loro consenso. Ogni candidato nelle Liste dell’Ulivo sottoscriverà, entrando in tale Lista, l’impegno ad operare all’interno del Gruppo parlamentare unitario corrispondente alla Lista nella quale ha ricevuto il consenso dagli elettori. Noi dobbiamo scegliere il binomio progetto politico pubblico – libero consenso degli elettori, binomio che fonda la politica sul patto fra eletti ed elettori e questo sulla base di una coerenza pubblica a quanto insieme deciso. Il primo passo di crisi dopo il successo delle regionali è stata la decisione di costruire gruppi consiliari difformi dalle Liste presentate agli elettori; crisi non tra i partiti, sicuramente già precedentemente maturata, ma tra il centrosinistra e gli elettori più attivi. Elettori che hanno poi usato la Primaria per ribadire la loro consapevole partecipazione alle vicende del centrosinistra.  Nei tempi lunghi della politica, la democrazia è mortificata dalle forme di autosufficienza, di chiusura alla relazione ed al dialogo, ed è mortificata dal calcolo particolare al posto della coerenza pubblica.

 

8.      Una ultima questione che forse parrà ad alcuni marginale e che invece va al cuore delle questioni che abbiamo poste. I cittadini si sono presentati alla Primaria con un euro in mano, anzi spesso con qualcosa di più. L’Unione ha quindi ricevuto dai cittadini un finanziamento diretto alla campagna elettorale di Romano Prodi dal grande valore politico oltre che economico. I cittadini hanno fatto tutto questo perché si sono fidati. Hanno letto generosità nella decisione e nella organizzazione di questo grande appuntamento e sono stati a loro volta generosi, ma, insisto, saranno per questo esigenti. Allora attenzione, ci vuole chiarezza e serietà: i finanziamenti rimangano nel territorio, come ha già detto Prodi, ma rimangano per essere ben gestiti in funzione della gravità del momento che ci chiede di tutto finalizzare alla vittoria a primavera. Soprattutto non ci sia una divisione delle somme tra i soggetti particolari che costituivano i Comitati tecnico – organizzativi. Dimostriamo subito, da qui, che si è avviata una nuova stagione politica. I Comitati provinciali rendano pubblico il risultato delle libere offerte dei cittadini e si decida insieme, nei luoghi comuni che devono sorgere nel territorio in questi mesi, i criteri per l’uso di tali finanziamenti, uso coerente alla mobilitazione morale e politica degli elettori della primaria 2005 e coerente all’obiettivo di dare un nuovo governo all’Italia.

 

Ero sotto il palco di piazza del popolo quella domenica in cui un po’ preoccupati ed un po’ euforici ci siamo raccolti attorno a Romano Prodi ed all’Unione; c’era anche un nostro striscione che teneva fermo l’obiettivo dell’Ulivo, contro ogni diversa evidenza. Per questo voglio anch’io ribadire, con voi e con Romano Prodi, che quanto ci proponiamo da tempo e che ci spinge a questo particolare impegno politico lo possiamo fare, insieme a Romano Prodi, all’Ulivo, all’Unione, perché tutti

Saremo fermi nell’etica

Saremo lungimiranti nella politica

Saremo coraggiosi nell’economia

Saremo fedeli alla nostra Costituzione.

 

12     Nov embre 2005

Il Coordinatore del Comitato Esecutivo

                  Massimo Cellai