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Documento finale Assemblea nazionale rete dei Cittadini per l'Ulivo Relazione di Massimo Cellai |
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Assemblea
nazionale Rete dei Cittadini per l'Ulivo
- 13 Novembre, 2005 L’assemblea
della Rete dei cittadini per L’Ulivo ringrazia calorosamente Romano
Prodi per il contributo politico e programmatico che ha inteso offrirci
e per il forte riconoscimento che ancora una volta ha voluto manifestare
nei confronti del nostro impegno e della nostra identità di cittadini
associati che da anni, radicati nelle tante città italiane, lavorano
per L’Ulivo. Rete dei cittadini per l’Ulivo Relazione di Massimo Cellai Ad un anno da Montecatini, dove salutammo
Romano Prodi al rientro nella politica italiana, a due anni da Monte San
Savino e dalla costituzione formale della Rete dei Cittadini per
L’Ulivo, ormai a tre anni precisi dal seminario politico di Chianciano,
la scommessa scaturita dalla libera iniziativa politica di tante
associazioni sul progetto dell’Ulivo è oggi più attuale che mai.
Quattrocentocinquanta associazioni aderenti alla Rete dei Cittadini per
L’Ulivo si sono convocate qui per una assemblea nella quale intendiamo
operare il necessario confronto politico prima della decisiva stagione
che condurrà L’Ulivo, L’Unione ed il paese tutto alle scadenze
elettorali di primavera. Ci ritroviamo due giorni insieme, da tutta
Italia, per rinnovare un impegno, per condividere le nostre tante
diverse esperienze, per confrontarsi con Romano Prodi, con i partiti
dell’Ulivo e dell’Unione, con altri movimenti e associazioni . Sono stati soprattutto tre anni di lavoro
nel territorio, ma anche anni di impegno discreto e sotto-traccia a
livello nazionale. Non è poco per una esperienza dalle caratteristiche
innovative sia dal punto di vista organizzativo che politico: puntare
nel 2002 su una Rete di soggetti autonomi e sulla Costituente
dell’Ulivo dei partiti, degli eletti e dei cittadini, è stata una
importante intuizione. In fondo siamo convinti che sia proprio grazie
alla forza della nostra “ragione sociale” se, in mezzo a tante
difficoltà e con il solo volontariato di tutti noi, siamo
ancora qui a proporre, a lavorare. E’ già, per noi, un primo bilancio
lusinghiero, ma gli obiettivi tracciati dal nostro Manifesto sono ancora
da raggiungere. Oggi possiamo però citare le parole che Romano Prodi ci ha rivolto
quando decidemmo una nostra presenza in Piazza SS.Apostoli in un momento
particolarmente difficile per L’Ulivo. Noi siamo quelli “che hanno
sempre coltivato l’idea dell’Ulivo, anche quando negli anni scorsi
sembrava scomparsa dall’orizzonte politico. La loro passione ha
contribuito non poco a tenere aperta questa prospettiva, fino al suo
rilancio, e la loro passione resta essenziale se vogliamo avere speranze
di vittoria”. Di queste parole di nuovo lo ringraziamo. 1.
Noi pensiamo che la Rete (incontro e progetto comune tra soggetti
associati autonomi) sia oggi più che mai un modo di fare politica che
pone al primo posto, nei fatti, il territorio, il rispetto di storie
locali e identità culturali diverse, l’autonomia e la responsabilità
delle associazioni, la necessità di una politica che si costruisca
partendo dalle città per andare a formare una voce nazionale intorno alla prospettiva comune dell’Ulivo.
La Rete vuole continuare ad essere uno strumento di dialogo e contatto
tra i cittadini consapevoli e attivi e la politica. Noi, da tre anni,
stiamo provando, concretamente, a mischiare cittadini iscritti e
impegnati nei partiti e cittadini attivi nelle associazioni e nei
movimenti. Proprio noi, forti di un radicamento territoriale
insostituibile ma anche dell’esperienza del Coordinamento Nazionale e
del suo Comitato Esecutivo, diciamo che oggi c’è bisogno di un “di
più” di partiti che sappiano confrontarsi tra loro e con gli altri
soggetti della politica in modo comprensibile e, nei comportamenti e nei
valori, condivisibile, dai cittadini. Un “di più” che i partiti
devono dare per sciogliere quei rituali della politica che alcune volte,
anche in questa ultima stagione dopo il ritorno di Romano Prodi,
producono estraneità e distanza, e sostituirli con
scelte chiare tra partiti, cittadini
associati, eletti ed elettori. I
partiti sono decisivi per la democrazia. Se sono in grado di raccogliere
questa sfida siamo di fronte ad una salto di qualità della politica
italiana, se vince l’inerzia di modelli particolaristici della
politica le conseguenze saranno drammatiche. Noi siamo comunque
consapevoli (e lo abbiamo dimostrato con i nostri comportamenti) che i
cambiamenti veri, quelli che mettono radici e determinano conseguenze
stabili, si costruiscono pazientemente un passo alla volta, mantenendo
fermi gli obiettivi strategici decisivi per il paese ma convinti che,
solo “stando insieme” e condividendo ogni passaggio, ciò che
costruiamo sarà solido. Per fare questo L’Ulivo ha proposto sin
dall’inizio la necessità delle regole. E’ attraverso regole chiare
e pubbliche che la politica accresce la propria capacità di comunicare
e di essere condivisa e capita. Darsi regole e rispettarle è la
proposta forte che ha sempre fatto L’Ulivo, l’impegno difficile, in
un paese dove le regole sono invece spesso calpestate o dileggiate.
Attraverso regole condivise, come nella Primaria 2005, possiamo
consolidare relazioni, dialogo e capacità decisionali 2.
La Primaria 2005.
Non ci pensiamo più bravi di altri per fare noi analisi e
approfondimenti su di un evento storico per la politica italiana. La
necessità del passaggio delle primarie è scritta nel nostro Manifesto,
elaborato ed approvato nel 2003, non c’è da aggiungere altro. La
nostra comprensione è quella di chi ha voluto e vissuto direttamente
questa esperienza politica attraverso il lavoro delle nostre
associazioni e dei tanti Comitati per Prodi Presidente che abbiamo
contribuito a far sorgere nel territorio. La parola che ci è venuta
subito in mente il 16 ottobre è: generosità. La generosità di Romano
Prodi che a Giugno ha scelto il senso di responsabilità verso il paese
ma ha creduto e puntato sul “pertugio lasciato aperto della
Primaria” per rilanciare L’Ulivo, la generosità dei partiti che,
certo in forma diversa, hanno davvero contribuito in maniera decisiva
perché la primaria 2005 fosse un esempio di serietà, di
autoregolamentazione ma anche di dedizione, la generosità dei comitati
sparsi nel territorio che hanno fatto un convinto e silenzioso strada
– per –strada magari subendo lo scetticismo circostante, infine la
generosità dei cittadini che si sono infilati in quel “pertugio”
voluto da Romano Prodi e l’hanno trasformato in un evento decisivo. Ricordo che circa un anno fa, durante un
esecutivo della Rete, insieme al Professor Scoppola, ci dicevamo che se
Prodi riusciva a portare un milione e mezzo di cittadini alla primaria
prima delle regionali, la politica italiana non sarebbe più stata la
stessa. Sono seguite delusioni, vittorie, battaglie e la decisione di
Prodi di puntare definitivamente sulla primaria per rilanciare il
progetto dell’Ulivo e dell’Unione: gli hanno risposto quattro
milioni e mezzo di cittadini. E’ un risultato che ha travolto chi vi
si è opposto, i tiepidi e gli scettici, ma anche tutti noi. Perché
dobbiamo sempre essere pronti a chiederci le ragioni di risultati
inferiori alle nostre attese ed al nostro lavoro, ma ancora di più il
perché di numeri così straordinariamente superiori. Ci vuole onestà
politica ed attenzione: in questi casi è obbligo ascoltare,
comprendere, ripensare. I cittadini volevano contare, e lo volevano al
di là delle nostre stesse dichiarazioni, richieste, attese. E allora
diciamo che la straordinaria partecipazione dei cittadini ha trasformato
quello che per alcuni era un mero strumento di consultazione in un
procedimento decisionale. I generosi cittadini hanno dato all’evento
un valore di decisione assunta, di scelta consegnata a Prodi ed
all’Unione. Ma l’affluenza “straordinaria” dei cittadini deve
mutare la politica italiana. La partecipazione dei cittadini stessi, il
loro contare nelle decisioni dell’Ulivo e dell’Unione da ora deve
cessare di essere “straordinaria” e trasformarsi in consuetudine
politica, in scelta definitiva condivisa tra partiti, associazioni e
cittadini. Questa non è “partecipazione”, termine che in certa
politica rituale, sa di “fase temporanea”, “concessione
necessaria”, “apertura alla società”. La Primaria 2005 è invece
“partecipazione esigente”, e noi vogliamo che questo atteggiamento
esigente, questa scelta diffusa, matura e ferma da parte degli elettori
del centrosinistra, sia riconosciuta. Romano Prodi lo ha fatto ad urne
ancora chiuse, l’aveva evocata e ad essa ha subito risposto. L’Ulivo
e L’Unione se ne devono fare ulteriormente carico. Tanti cittadini
hanno condiviso, vera e propria rete gettata nel territorio, una scelta
fatta di una dichiarazione politica pubblica, della diligenza dei
certificati in mano, di un euro pronto e di tanta pazienza in fila: tale
scelta esige che altrettanto senso di responsabilità sia evidente nelle
decisioni che, da ora in poi, tutti noi assumeremo. 3.
Le proporzioni straordinarie di quanto accaduto alla Primaria
2005 ci dice che i cittadini percepiscono la gravità del momento. Non
voglio citare inadeguatamente Romano Prodi e i leader della nostra
opposizione in Parlamento, ma l’attacco alla Costituzione formale e
materiale del nostro paese sta assumendo aspetti di assoluta emergenza.
Una maggioranza consapevole, e quindi ancor più irresponsabile, sta
tenendo in ostaggio le istituzioni del Paese. Dalla Carta Costituzionale
alle regole della giustizia, dalla legge elettorale “di parte” alle
istituzioni finanziarie ed economiche, dall’Europa occasionale e
mortificata alla guerra voluta e misconosciuta. E poi soprattutto i
servizi per i cittadini, che ci fanno uguali nella sostanza in tutto il
paese, che vengono colpiti attraverso un attacco mai visto agli enti
locali, le istituzioni più prossime agli italiani. Tutto questo è
ostaggio di una coalizione di centrodestra dominata dai propri calcoli
di potere. I cittadini hanno fatto alla Primaria qualcosa di
straordinario perché sono consapevoli della gravità di quanto vedono e
sperimentano, ma il messaggio che hanno voluto inviare i nostri elettori
non era diretto principalmente a Berlusconi, ma a noi. Hanno deciso di
essere “esigenti” ed attendono risposta. Dobbiamo tutti essere
consapevoli, con loro, della gravità di questo passaggio politico
italiano e dobbiamo dimostrarlo nei comportamenti e nelle scelte
responsabili. La Rete è piccola cosa, eppure noi tutti abbiamo sentito
questo carico di attesa e responsabilità, quanto più mi immagino lo
sentiranno i leader dei partiti dell’Unione, tanto più, come ha più
volte dichiarato, lo sente Romano Prodi. Ci dicevano che la Primaria era la
parodia di una istituzione democratica, una mera ratifica di quanto già
deciso altrove, insomma una finta. Quale errore. La Primaria ha invece
dimostrato che la democrazia sa curare la democrazia. 4.
Se a Montecatini abbiamo detto “tornare alla Rete”, tornare
alla nostra caratteristica di associazioni diffuse nel territorio e lì
impegnate, oggi diciamo a noi, all’Ulivo ed all’Unione di tornare
alle istituzioni come luogo primario della politica.
E’ una scelta che dobbiamo condividere con milioni di cittadini per
fare crescere il senso di cittadinanza che le istituzioni democratiche
trasmettono e permettono. Oggi le istituzioni sono sotto un attacco
concentrico e decisivo, oggi noi dobbiamo dimostrare un alto senso delle
istituzioni, là dove governiamo, in tanti enti locali, là dove siamo
opposizione e sperimentiamo quotidianamente il deterioramento
istituzionale cui conduce spesso l’azione del centrodestra. Il nostro
Programma deve su questo prendere l’impegno di una nuova attenzione al
rispetto delle regole e della legittimità, degli organi terzi e di
garanzia del cittadino, dobbiamo ripensare quanto efficacia ed
efficienza abbiano accantonato il senso del diritto e con esso alterato
il rapporto tra cittadino e potere. Il programma è un passaggio
decisivo. La Rete ha sempre inteso far contare i cittadini proprio nella
stesura del programma e nella selezione dei rappresentanti politici.
Questi due compiti fondamentali sono l’impegno dei prossimi giorni.
Noi in questa assemblea nazionale porremo al centro dei lavori di una
commissione le priorità di programma, mi permetto solo di sottolineare
la mobilitazione per la difesa della Costituzione e contro le leggi ad
personam, ma anche la necessità di un complessivo progetto per i
giovani ( occupazione, precarietà e corporativismi, scuola e ricerca). 5.
Il Nuovo Ulivo.
Non è il nostro compito quello di dare ricette che devono nascere da un
lavoro di confronto e dialogo tra tutti. La Costituente dell’Ulivo è
nel nostro Manifesto dal 2003. Per questo abbiamo incessantemente
lavorato. Noi diciamo pubblicamente che lo percepiamo come la ripresa di
un percorso politico lungo, che ha avuto stop e passi avanti, ma che è
da anni l’orizzonte di riferimento della vita politica del paese. Noi
sentiamo questo sforzo di coesione politica e culturale come il nostro
luogo politico. Come una esperienza
accogliente, che vuole andare oltre la formula della coalizione dei
partiti. Noi abbiamo prima chiesto, poi sostenuto, questo sforzo, ed
oggi ci sentiamo più che mai parte di questo nuovo progetto politico.
Il grande successo di Prodi alle Primarie è anche il riconoscimento
largo e popolare del progetto dell’Ulivo. Il grande successo di Prodi
alle Primarie non è una investitura generica nei suoi confronti, ma
l’approvazione di un progetto politico sempre rimasto fermo e chiaro
davanti ai cittadini: L’Ulivo. Per questo progetto Prodi si è
battuto, su questo progetto ha costruito la propria candidatura alla
primaria ed alla guida del Paese. Il successo alla Primaria 2005 è
quindi una investitura che chiama ad una precisa responsabilità di
governo e che, come Prodi ha pubblicamente sempre affermato, può
realizzarsi nei termini necessari per il paese sulla base forte, ed oggi
largamente sostenuta dal consenso dei nostri elettori, di un nuovo Ulivo
in una grande Unione. Il nuovo Ulivo è il passaggio necessario per dare
uno sbocco positivo alla lunga fase di transizione della politica
italiana, è in realtà non una conclusione ma un nuovo avvio di cui ha
bisogno in primo luogo l’Italia. 6.
Il Manifesto della Rete dei Cittadini per L’Ulivo indica
chiaramente la necessità che la Costituente dell’Ulivo apra il nuovo
soggetto politico alla adesione diretta dei cittadini. Oggi riteniamo
che questo passaggio sia maturo. E’ la
partecipazione esigente della Primaria 2005 che chiede all’Ulivo ed
all’Unione di compiere passi nuovi. Nessuno pensi di rappresentare
quei quattro milioni di cittadini. Neanche L’Ulivo. Ma proprio
L’Ulivo deve rispondere a loro offrendogli un’altra libera scelta,
un’altra libera decisione non mediata dai partiti o dalle
associazioni: la libera, aperta adesione al nuovo Ulivo. Questa scelta significa che i
partiti e le associazioni
credono alla generosità dei soggetti della Primaria 2005, la rinnovano
ognuno per proprio conto e chiedono ai cittadini di riversare
sull’Ulivo una parte della grande energia che ha alimentato la
Primaria. L’apertura attraverso la presenza dei cittadini associati ed
attraverso la libera adesione diretta dei cittadini, farebbero del nuovo
Ulivo, in questa lunga fase di mobilitazione nazionale per ridare un
governo al paese e per riconsegnare integra la Costituzione agli
italiani, uno strumento politico straordinario. 7.
Siamo già al centro della fase preparatoria delle Liste
elettorali. Questo anche se l’irresponsabile
arroganza della destra sta ancora forzando il Parlamento ad una modifica
della legge elettorale, modifica in contrasto con le risultanze
referendarie, modifica cinica e non condivisa. Noi invece dobbiamo
cogliere l’occasione della preparazione delle Liste al parlamento
perché il soggetto che muove questi primi passi lo faccia aprendosi e
rispondendo alla nuova spinta politica che ci viene dalla Primaria 2005.
Si aprano nel territorio, nei comuni, nelle province, nelle regioni ed a
livello nazionale, luoghi comuni nei quali, andando oltre alla recente
esperienza della coalizione dei partiti, si riconosca il ruolo dei
cittadini e delle associazioni. Come Rete ci sentiamo portatori delle
esigenze del popolo della Primaria 2005, ma non rappresentativi di esso
e questo vale per ogni altra associazione o movimento. Dobbiamo decidere
insieme il modo, democratico ed aperto, attraverso il quale i cittadini
delle primarie conteranno nella organizzazione delle primarie
territoriali e nella formulazione delle liste. Di sicuro dobbiamo
costruire liste trasparenti, motivate, rappresentative e che contemplino
l’alternanza e la parità numerica dei generi. Le Liste saranno il
primo atto politico dell’Ulivo e dell’Unione dopo La Primaria.
L’attenzione dei cittadini che ci hanno da poco rivolto un forte
messaggio politico, sarà particolarmente “esigente”. Abbiamo
conquistato stabilmente uno strumento importante: le primarie. Le
primarie sono oggi lo strumento principe per la scelta democratica dei
candidati alle cariche elettive del Parlamento, delle Regioni, delle
Province e dei Comuni. Quella che chiediamo è in primo luogo una scelta
politica. Con la scelta politica delle primarie come strumento
privilegiato di selezione alle cariche monocratiche ed ai ruoli di
rappresentanza parlamentare, non vogliamo arrogarci il compito tecnico
di consigliare ricette perfette, ma proponiamo di fare uno sforzo
unitario per trovare soluzioni che corrispondano alle scelte politiche.
Fatta la scelta politica, in tempi certi ci vuole un regolamento per le
primarie. Sappiamo bene che le primarie sono uno strumento che non va
inflazionato, ma anche che dal 16 ottobre non sono più l’ultima ratio
del fallimento della politica, quando trionfano i veti reciproci e le
situazioni sono disperate. I cittadini hanno elevato le Primarie al
rango di soluzione privilegiata sapendo che ogni decisione deve essere
coerente con le diverse esigenze locali, il rispetto delle minoranze ed
il progetto complessivo di Romano Prodi. 8.
Prendiamo
comunque da subito l’impegno di mettere in atto le scelte politiche più
utili a far saltare la logica della legge elettorale berlusconiana,
anche se niente possiamo contro lo scippo elettorale calcolato per
rendere instabile il futuro governo. In primo luogo rispondiamo al
frazionamento proporzionalista con L’Ulivo. Lista dell’Ulivo, con
Prodi capolista, alla Camera. Lista dell’Ulivo, con coerenza politica
ed elettorale, al Senato. Scegliamo la coerenza al patto con gli
elettori come nostra definitiva bussola di riferimento. Allora Gruppo
dell’Ulivo alla Camera e Gruppo dell’Ulivo al Senato, corrispondenti
cioè a quanto abbiamo stipulato con gli elettori che ci hanno dato il
loro consenso. Ogni candidato nelle Liste dell’Ulivo sottoscriverà,
entrando in tale Lista, l’impegno ad operare all’interno del Gruppo
parlamentare unitario corrispondente alla Lista nella quale ha ricevuto
il consenso dagli elettori. Noi dobbiamo scegliere il binomio progetto
politico pubblico – libero consenso degli elettori, binomio che fonda
la politica sul patto fra eletti ed elettori e questo sulla base di una
coerenza pubblica a quanto insieme deciso. Il primo passo di crisi dopo
il successo delle regionali è stata la decisione di costruire gruppi
consiliari difformi dalle Liste presentate agli elettori; crisi non tra
i partiti, sicuramente già precedentemente maturata, ma tra il
centrosinistra e gli elettori più attivi. Elettori che hanno poi usato
la Primaria per ribadire la loro consapevole partecipazione alle vicende
del centrosinistra. Nei
tempi lunghi della politica, la democrazia è mortificata dalle forme di
autosufficienza, di chiusura alla relazione ed al dialogo, ed è
mortificata dal calcolo particolare al posto della coerenza pubblica. 8.
Una ultima questione che forse parrà ad alcuni marginale e che
invece va al cuore delle questioni che abbiamo poste. I cittadini si
sono presentati alla Primaria con un euro in mano, anzi spesso con
qualcosa di più. L’Unione ha quindi ricevuto dai cittadini un
finanziamento diretto alla campagna elettorale di Romano Prodi dal
grande valore politico oltre che economico. I cittadini hanno fatto
tutto questo perché si sono fidati. Hanno letto generosità nella
decisione e nella organizzazione di questo grande appuntamento e sono
stati a loro volta generosi, ma, insisto, saranno per questo esigenti.
Allora attenzione, ci vuole chiarezza e serietà: i finanziamenti
rimangano nel territorio, come ha già detto Prodi, ma rimangano per
essere ben gestiti in funzione della gravità del momento che ci chiede
di tutto finalizzare alla vittoria a primavera. Soprattutto non ci sia
una divisione delle somme tra i soggetti particolari che costituivano i
Comitati tecnico – organizzativi. Dimostriamo subito, da qui, che si
è avviata una nuova stagione politica. I Comitati provinciali rendano
pubblico il risultato delle libere offerte dei cittadini e si decida
insieme, nei luoghi comuni che devono sorgere nel territorio in questi
mesi, i criteri per l’uso di tali finanziamenti, uso coerente alla
mobilitazione morale e politica degli elettori della primaria 2005 e
coerente all’obiettivo di dare un nuovo governo all’Italia. Ero sotto il palco di piazza del popolo
quella domenica in cui un po’ preoccupati ed un po’ euforici ci
siamo raccolti attorno a Romano Prodi ed all’Unione; c’era anche un
nostro striscione che teneva fermo l’obiettivo dell’Ulivo, contro
ogni diversa evidenza. Per questo voglio anch’io ribadire, con voi e
con Romano Prodi, che quanto ci proponiamo da tempo e che ci spinge a
questo particolare impegno politico lo
possiamo fare, insieme a Romano Prodi, all’Ulivo, all’Unione, perché
tutti Saremo
fermi nell’etica Saremo
lungimiranti nella politica Saremo
coraggiosi nell’economia Saremo
fedeli alla nostra Costituzione. 12
Nov Il
Coordinatore del Comitato Esecutivo Massimo Cellai
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