Cari amici,
dovendo inviare il testo del mio
intervento all'assemblea dei "Cittadini per
l'Ulivo" perché venga inserito nel sito della Rete, spero
di farvi cosa gradita se lo mando anche a voi, come contributo
alla prosecuzione del dibattito. Approfitto per fare a
tutti i migliori auguri di buon Natale e per l'anno che
sta per iniziare.
Rosalba
v
Il primo punto del mio intervento è un atto dovuto, o
meglio un atto dovuto- ritardato : il saluto ai rappresentanti
della Rete da parte dei “nodi” della provincia ospitante.
Abbiamo
proposto Montecatini come luogo in cui tenere l’assemblea e,
sotto la direzione sapiente
di Nicola, ci siamo adoperati per la sua organizzazione logistica,
reperendo sul territorio una parte dei sostegni finanziari. Ormai
l’assemblea volge al termine ed il
nostro saluto è di commiato. Ci auguriamo di aver
contribuito a farvi vivere due belle giornate, non solo per la
presenza di Romano Prodi fra noi.
v
Per quanto ci riguarda, abbiamo sperimentato che un piccolo
gruppo organizzato e dotato di entusiasmo può realizzare qualcosa
che non avrebbe mai pensato di poter e saper fare: questa
esperienza ci sia
d’incentivo ad organizzarci sui territori per dar vita ad altre
iniziative che
possano dare visibilità alla nostra rete e raccontare più nei
dettagli il nostro progetto ed i valori a cui ci ispiriamo.
v
Molto, se non tutto, è stato detto ieri,
ma ritengo
ugualmente di dovervi comunicare il mio pensiero, dopo aver
ripensato a quanto ci ha detto Romano Prodi.
v
La RETE
che abbiamo ideato a Chianciano è stata
al centro di molti interventi, oltre che dei gruppi di
lavoro:
- la rete intesa
come lavoro politico da svolgere
prevalentemente dove vogliamo costruire altri
“formicai”, per convincere i potenziali cittadini dell’ulivo
sulla validità del nostro progetto di rinnovamento della politica
e per trasmettere loro
la nostra passione, il nostro entusiasmo, non solo di contribuire
a liberare il Paese (o le città) dai governi della Destra, per
assumerne il governo, ma
anche di ideare principi, regole,
procedure della
politica e modi di raccontarla non solo diversi da quelli della
Destra, ma anche nuovi rispetto al passato della nostra parte
politica.
La
novità e la discontinuità delle proposte, l’offerta di
valori e miti (come li chiama Cacciari) autentici ed
attuali, dopo la fine delle ideologie e, naturalmente, un programma di
governo, declinato a vari livelli territoriali, che dia speranza
nel futuro, malgrado le grandi difficoltà di cui siamo e sono
consapevoli, è quanto i cittadini delusi chiedono alla politica e
su cui dovremo impegnarci da domani.
- La rete concepita come
relazioni costanti, scambi di informazioni, collaborazioni
disinteressate e, in mancanza di risorse economiche e
mediatiche, una strategia fatta di azioni sinergiche su temi
comuni, che debbono divenire oggetto di vere compagne a
livello regionale, o anche nazionale: si è parlato di primarie,
albi degli elettori, democrazia partecipativa, difesa della
Costituzione; possiamo aggiungere, calandoli ovviamente nei nostri
territori, quei problemi che Prodi ci ha paradossalmente
presentato come risorse: i giovani, gli emigrati, il Meridione ed
il Mediterraneo, che dovrebbero divenire il nostro cavallo di
battaglia.
v
Cito
a questo punto un pezzo di quanto ha scritto Titti d’Ambra in
una mail dello scorso
27 ottobre, perché lo condivido pienamente (d’altra parte,
anche intrecciando le nostre voci
costruiamo la rete): “nel nostro fare politica
dobbiamo, comunque, adottare metodi, linguaggio e strategie
ben distinte da quelle dei partiti, più diretti e facilmente
comprensibili dai cittadini. Non dimentichiamo le manifestazioni
dei girotondi nel settembre
2002 in piazza S. Giovanni; ci siamo dati un’ organizzazione per
dare voce a quei cittadini e non già per compartimentare sparuti
gruppi di persone in sottomodelli dei partiti. La nostra forza e
la nostra credibilità si giocano proprio sulla capacità che
avremo di poter rappresentare per quei cittadini una nuova e
credibile sponda per far sentire la loro voce”.
v
A proposito dei partiti, Prodi ieri ci ha chiesto in maniera
categorica di collaborare e di non contrapporci ai partiti della
coalizione, in cui peraltro alcuni di noi militano.
E’
stato ribadito da più parti che “non possiamo-non dobbiamo”
presentare liste a nome
della rete in concorrenza con quelle dei partiti, anche se
apparentate (cosa che ci viene chiesto dagli stessi segretari dei
partiti in ambito locale). D’accordo, non
vogliamo certo contribuire a “farci del male”. A questo
ci pensano abbondantemente le classi dirigenti dei sopra-nominati.
E tuttavia, come argutamente proponeva ieri Bruno Drioli, una
“fraterna correzione” può
essere di aiuto più
della passiva accettazione o, peggio, dell’amara rassegnazione.
v
Termino citando nuovamente un’altro passo della lettera di
Titti D’ambra, che personalmente non conosco, ma che sento
vicina nelle convinzioni
manifestate: lei chiede che lo faccia Prodi,
il quale senza dubbio, pubblicamente, non lo farà;
io propongo che lo faccia chi per la Rete andrà a trattare
l’ingresso dei Cittadini per l’Ulivo nella
Federazione, come condizione per non appiattirci e
scomparire totalmente: “ la federazione dell’Ulivo avvii
realmente un nuovo processo politico-culturale, che di fatto
faccia sconfinare la politica dalle segrete stanze delle
segreterie dei partiti alle piazze, promovendo un reale e concreto
processo di partecipazione dei cittadini e favorendo percorsi di
coinvolgimento sia sulle scelte programmatiche che su quelle
elettorali”.
Anch’io
sono convinta che sia l’unica strada, questa, per costruire
l’Ulivo e per salvare il Paese.