Intervento di Rosalba Bonacchi a Montecatini,  5 dicembre 2004, ore 10

 

Cari amici,
dovendo inviare il testo del mio intervento all'assemblea dei "Cittadini per l'Ulivo" perché venga inserito nel sito della Rete, spero di farvi cosa gradita se lo mando anche a voi, come contributo alla prosecuzione del dibattito. Approfitto per fare a tutti i migliori auguri di buon Natale  e per l'anno che sta per iniziare.
Rosalba

 

v      Il primo punto del mio intervento è un atto dovuto, o meglio un atto dovuto- ritardato : il saluto ai rappresentanti della Rete da parte dei “nodi” della provincia ospitante.

Abbiamo proposto Montecatini come luogo in cui tenere l’assemblea e, sotto la direzione  sapiente di Nicola, ci siamo adoperati per la sua organizzazione logistica, reperendo sul territorio una parte dei sostegni finanziari. Ormai l’assemblea volge al termine ed il  nostro saluto è di commiato. Ci auguriamo di aver contribuito a farvi vivere due belle giornate, non solo per la presenza di Romano Prodi fra noi. 

v      Per quanto ci riguarda, abbiamo sperimentato che un piccolo gruppo organizzato e dotato di entusiasmo può realizzare qualcosa che non avrebbe mai pensato di poter e saper fare: questa esperienza  ci sia d’incentivo ad organizzarci sui territori per dar vita ad altre iniziative  che possano dare visibilità alla nostra rete e raccontare più nei dettagli il nostro progetto ed i valori a cui ci ispiriamo.

v      Molto, se non tutto, è stato detto ieri,  ma  ritengo ugualmente di dovervi comunicare il mio pensiero, dopo aver ripensato a quanto ci ha detto Romano Prodi.

v      La RETE  che abbiamo ideato a Chianciano è stata  al centro di molti interventi, oltre che dei gruppi di lavoro:

- la rete intesa come lavoro politico da svolgere  prevalentemente dove vogliamo costruire altri “formicai”, per convincere i potenziali cittadini dell’ulivo sulla validità del nostro progetto di rinnovamento della politica e per trasmettere  loro la nostra passione, il nostro entusiasmo, non solo di contribuire a liberare il Paese (o le città) dai governi della Destra, per assumerne il governo,  ma anche di ideare principi, regole,   procedure  della politica e modi di raccontarla non solo diversi da quelli della Destra, ma anche nuovi rispetto al passato della nostra parte politica.

La novità e la discontinuità delle proposte, l’offerta di  valori e miti (come li chiama Cacciari) autentici ed attuali,  dopo la fine delle ideologie e, naturalmente, un programma di governo, declinato a vari livelli territoriali, che dia speranza nel futuro, malgrado le grandi difficoltà di cui siamo e sono consapevoli, è quanto i cittadini delusi chiedono alla politica e su cui dovremo impegnarci da domani.

- La rete concepita come  relazioni costanti, scambi di informazioni, collaborazioni disinteressate e, in mancanza di risorse economiche e mediatiche, una strategia fatta di azioni sinergiche su temi  comuni, che debbono divenire oggetto di vere compagne a livello regionale, o anche nazionale: si è parlato di primarie, albi degli elettori, democrazia partecipativa, difesa della Costituzione; possiamo aggiungere, calandoli ovviamente nei nostri territori, quei problemi che Prodi ci ha paradossalmente presentato come risorse: i giovani, gli emigrati, il Meridione ed il Mediterraneo, che dovrebbero divenire il nostro cavallo di battaglia.

v      Cito a questo punto un pezzo di quanto ha scritto Titti d’Ambra in una mail dello  scorso 27 ottobre, perché lo condivido pienamente (d’altra parte, anche intrecciando le nostre voci   costruiamo la rete): “nel nostro fare politica dobbiamo, comunque, adottare metodi, linguaggio e strategie  ben distinte da quelle dei partiti, più diretti e facilmente comprensibili dai cittadini. Non dimentichiamo le manifestazioni dei girotondi nel  settembre 2002 in  piazza S. Giovanni; ci siamo dati un’ organizzazione per dare voce a quei cittadini e non già per compartimentare sparuti gruppi di persone in sottomodelli dei partiti. La nostra forza e la nostra credibilità si giocano proprio sulla capacità che avremo di poter rappresentare per quei cittadini una nuova e credibile sponda per far sentire la loro voce”. 

v      A proposito dei partiti, Prodi ieri ci ha chiesto in maniera categorica di collaborare e di non contrapporci ai partiti della coalizione, in cui peraltro alcuni di noi militano.

E’ stato ribadito da più parti che “non possiamo-non dobbiamo” presentare liste a  nome della rete in concorrenza con quelle dei partiti, anche se apparentate (cosa che ci viene chiesto dagli stessi segretari dei partiti in ambito locale). D’accordo, non  vogliamo certo contribuire a “farci del male”. A questo ci pensano abbondantemente le classi dirigenti dei sopra-nominati. E tuttavia, come argutamente proponeva ieri Bruno Drioli, una “fraterna correzione”  può essere di aiuto  più della passiva accettazione o, peggio, dell’amara rassegnazione.

v      Termino citando nuovamente un’altro passo della lettera di Titti D’ambra, che personalmente non conosco, ma che sento vicina nelle  convinzioni manifestate: lei chiede che lo faccia Prodi,  il quale senza dubbio, pubblicamente, non lo farà;  io propongo che lo faccia chi per la Rete andrà a trattare l’ingresso dei Cittadini per l’Ulivo nella  Federazione, come condizione per non appiattirci e scomparire totalmente: “ la federazione dell’Ulivo avvii realmente un nuovo processo politico-culturale, che di fatto faccia sconfinare la politica dalle segrete stanze delle segreterie dei partiti alle piazze, promovendo un reale e concreto processo di partecipazione dei cittadini e favorendo percorsi di coinvolgimento sia sulle scelte programmatiche che su quelle elettorali”.

Anch’io sono convinta che sia l’unica strada, questa, per costruire l’Ulivo e per salvare il Paese.